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Rubò il defibrillatore da Palazzo Moroni: ora si indaga la pista del mercato nero

Una donna è stata denunciata con l'accusa di essere l'esecutrice del furto, dopo essere stata sorpresa una seconda volta. Secondo gli inquirenti però la storia è più complessa

Aveva rubato il prezioso macchinario il giorno dopo l'installazione, rischiando di mandare a monte l'inaugurazione. Non contenta, ci ha riprovato una seconda volta. L'attenzione di un passante ha però permesso ai carabinieri di individuarla e ora si indaga la pista del mercato nero.

Il primo furto

A essere denunciata perchè ritenuta responsabile è una 47enne del Congo ma residente a Padova. Il 6 giugno sarebbe riuscita a rubare il defibrillatore nuovo di zecca che Lions Club aveva donato al Comune, posizionato poche ore prima a Palazzo Moroni, sotto al porticato che conduce in piazza delle Erbe. L'inaugurazione ufficiale era stata fatta con un prototipo, in attesa di recuperare l'originale che però non è mai stato ritrovato.

Secondo tentativo

Uno strumento a disposizione di tutti, con diversi commercianti e lavoratori del centro che hanno studiato per essere in grado di usarlo in caso di bisogno. Poi l'amara sorpresa e la sostituzione. La beffa è arrivata a due mesi di distanza, quando un passante ha notato una donna straniera intenta a trafficare con lo strumento, nell'evidente tentativo di rubarlo. L'uomo ha gridato e la congolese è scappata, rinunciando al bottino.

Le indagini e le ipotesi oscure

Il testimone ha avvisato i carabinieri di Prato della Valle fornendo una descrizione della presunta ladra e facendo ripartire le indagini, già avviate a giugno. In breve tempo la donna è stata identificata e nella sua abitazione è stato trovato il defibrillatore rubato. Sequestrata e restituita la refurtiva, il lavoro degli investigatori non si ferma: la congolese, denunciata per furto aggravato, è con tutta probabilità l'autrice materiale. Il problema resta però a monte: a chi era destinato lo strumento? C'è un mandante? La donna ha agito autonomamente per cercare di piazzare il costoso strumento sul mercato illecito? Sono tutte domande a cui i carabinieri stanno cercando di dare risposta.

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