Furto da 500mila euro: dopo dodici anni le tracce di sangue incastrano il ladro

Un trentanovenne straniero è stato identificato come uno degli autori di un colpo grosso consumato nel 2007 ai danni di una ditta padovana. Il dna lo ha inchiodato alla scena del crimine

La sede di Metal Cleaning, teatro del furto nel 2007

Per dodici anni è rimasto impunito, ma grazie agli accertamenti condotti dai carabinieri la Legge ha infine presentato il conto a M.H. noto pregiudicato bosniaco.

Colpo grosso

L'uomo, di etnia nomade e residente nella zona della Capitale, è stato raggiunto martedì da una denuncia per furto aggravato legata a un colpo del 2007. Il 25 giugno di quell'anno, nel corso della notte, una banda si introdusse nella sede della Metal Cleaning a Casalserugo. Un furto mirato, compiuto da professionisti, forse su commissione visto l'ingente bottino. Dall'azienda sparirono quintali di rame, materiale del valore di oltre 500mila euro. Sul posto intervennero i carabinieri, che repertarono diverse tracce di sangue e sudore perse dai banditi.

Le prime indagini

Il materiale biologico finì nel laboratorio del Reparto investigazioni scientifiche a Parma, dove ne furono estratti alcuni profili genetici. Due anni dopo il furto il dna aveva dato i primi riscontri, portando all'identificazione del giovane bosniaco E.S. che era all'epoca già schedato. All'appello continuava però a mancare un secondo misterioso uomo, il cui profilo genetico non apparteneva a nessuno dei pregiudicati presenti nelle banche dati dell'Arma.

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La svolta

La svolta è arrivata negli anni grazie alla carriera criminale portata avanti dal 39enne M.H., il cui dna è finito nei database delle forze dell'ordine dopo una serie di altri furti. Le indagini sulla cerchia del primo denunciato hanno portato gli inquirenti a concentrarsi sulle famiglie bosniache che vivono nei campi nomadi romani, mentre il dna estratto dal Ris è stato comparato con successo con quello del 39enne. Legato a doppio filo al furto di Casalserugo, M.H. conta da ieri una nuova denuncia sulla propria fedina penale.

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