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I carabinieri con i vetri di Murano sequestrati

I carabinieri con i vetri di Murano sequestrati

Visita il mercatino e trova in vendita i suoi lampadari, rubati dal dipendente infedele

Ha dell'incredibile la storia che ha portato alla denuncia di un giovane operaio e di un ambulante, smascherati dalla titolare di un'azienda dove da anni sparivano prodotti pregiati

Una visita al mercatino dell'antiquariato si è trasformata in un'amara sorpresa per la titolare di una ditta. In un attimo i sospetti su un dipendente sono diventati realtà e hanno portato a una doppia denuncia.

I primi dubbi

L'inizio della vicenda risale al 2016. Da una nota ditta di Trebaseleghe specializzata nella produzione di lampadari cominciano a sparire alcuni preziosi manufatti in vetro di Murano. I pezzi sono pochi, gli ammanchi sporadici, indizi concreti non ce ne sono ma il valore della merce è alto. I proprietari mettono in moto le indagini allertando i carabinieri. Per mesi non ci sono riscontri oggettivi: nessuna effrazione, nessun movimento sospetto.

Una visita provvidenziale

La svolta arriva il 30 settembre scorso, quando la titolare visita il celebre mercatino che si svolge ogni ultima domenica del mese a Piazzola sul Brenta. Tra decine di bancarelle e centinaia di visitatori quel che vede la lascia senza parole. In bella mostra sul banco di un 32enne di Albignasego campeggiano un paio dei suoi lampadari. La fattura è inconfondibile, sono proprio alcuni dei pezzi scomparsi.

Il bottino

La donna chiama i carabinieri che chiedono spiegazioni al commerciante e sequestrano la merce per approfondire le indagini. L'ambulante spiega di averli acquistati online sul sito Ebay e la perquisizione della sua abitazione dà la conferma decisiva grazie al ritrovamento di altri lampadari. Appurato si tratti della refurtiva, le ricerche si concentrano sulla persona che li ha messi in vendita. Gli inquirenti risalgono a un indiano 25enne, residente a Trebaseleghe e dipendente della stessa ditta.

Le denunce

Il cerchio si chiude con la doppia denuncia: per lo straniero S.M. con l'accusa di furto e per l'italiano N.A. con quella di ricettazione. Fondamentale è ora capire se l'acquirente sapesse che si trattava di materiale rubato, come avrebbe dovuto fargli sospettare il fatto che mancasse di scontrini e garanzie. Pochi invece i dubbi sul fatto che l'indiano sia l'autore materiale dei furti: il facile accesso in azienda gli consentiva di agire indisturbato e si cerca di risalire a quanti pezzi abbia trafugato.

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