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Spritz al Naviglio, baristi contro Contin. Lui: «Denuncio tutti per calunnia e diffamazione»

Dieci baristi che fanno parte dell'associazione Navigli hanno presentato ai carabinieri due esposti sulla gestione di Chicco Contin. Immediata arriva la replica dell'imprenditore

È guerra aperta e a 360 gradi tra Federico "Chicco" Contin e gli altri baristi con cui per anni, tramite un'apposita associazione, ha gestito gli "spritz" ai Navigli. Stando a quanto riporta il Mattino di Padova in un articolo a firma Enrico Ferro, gli ormai ex colleghi, una decina, hanno presentato due denunce ai carabinieri. La sintesi? «Ha incassato 54 mila euro, i nostri soldi, e anche se la manifestazione non c'è stata, non li ha mai restituiti».

Gli esposti

Sempre secondo il Mattino gli esposti presentati contro Contin sono stati due: il primo a settembre e il secondo alcune settimane fa nella caserma dei carabinieri di via Rismondo. Tutto è iniziato l'anno scorso quando l'associazione "Il Naviglio" ha di fatto "destituito" Contin, con il cambio di presidenza al suo interno, eleggendo un altro barista alla guida. Qualcosa secondo i denuncianti non quadra nei conti dell'associazione. Proprio gli ex colleghi contestano a Contin cene in ristoranti a Sottomarina, prelievi a Reggio Calabria, l'acquisto di uno scooter Beverly 250 e spese per la gestione di due automobili. A far traboccare il vaso sarebbe stata la gestione dell'associazione prima che l'emergenza Covid facesse saltare la kermesse: i baristi avrebbero dovuto versare circa 8mila euro in varie tranches, versamenti che si sono interrotti quando è stato chiaro a tutti che i Navigli sarebbero saltati. Nelle casse dell'associazione sarebbero stati depositati comunque 54.600 euro che Contin non avrebbe mai restituito e che sono spariti dal conto corrente. 

La replica

Interpellato venerdì mattina Contin ha subito replicato: «Cado dalle nuvole- spiega- e non mi risulta ci sia alcuna denuncia. Io non sono stato chiamato dai carabinieri ma anzi andrò io a querelare tutti per calunnia. Questi baristi dimenticano di aver vissuto e lavorato per 15 anni grazie a me. Qualsiasi tipo di responsabilità era mia. Tutto questo trambusto è frutto del fatto che quando mi hanno fatto uscire dall'associazione si sono resi conto di quanto sia difficile organizzare l'evento. L'iscrizione per la partecipazione era una cifra ridicola, circa 8mila euro a fronte di incassi nei 3 mesi di oltre 250mila euro, sperando che questi soldi siano sempre stati tutti registrati. I miei rimborsi spesa erano sempre trasparenti. Si chiarirà tutto velocemente. I 54mila euro spariti? Intanto devono dimostrare che sono stati versati. Forse dimenticano che da luglio del 2019 a maggio 2020 le spese esistono comunque che ci sono circa 15mila euro di spese di affitto dei capannoni dove tenere il materiale, delle assicurazioni, i costi di montaggio e smontaggio, i trasporti e tutto quello che ne consegue. Dietro questi poveri baristi c'è un lavoro di anni fatto anche di problemi coi residenti e soprattutto che c'è un uomo ombra (Che Contin al momento non vuole nominare, ndr) che gestisce la cosa per interessi personali sia politici che economici. L'auto e lo scooter? Tutti sapevano che li utilizzavo dato che per organizzare una manifestazione bisogna spostarsi e girare tutto il giorno».

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