Stroncata da un'overdose e trovata dopo ore: Angela non era sola quando è morta

Due uomini devono rispondere di omissione di soccorso in merito al decesso di Angela Tonus. Secondo gli inquirenti erano in casa quando la ragazza ha accusato il malore fatale

I carabinieri all'esterno del palazzo dove alloggiava la vittima

L'ombra di un sospetto che, se confermato, renderebbe raccapricciante una storia già di per sé tragica. Angela non sarebbe morta sola nell'appartamento di Cavino dove il suo corpo è stato recuperato venerdì.

Testimoni del decesso

Questa l'ipotesi a cui sono giunti i carabinieri della compagnia di Cittadella, titolari delle indagini. Raccogliendo diverse testimonianze è emerso che una sera, pochi giorni prima del tragico rinvenimento, nell'abitazione affittata dalla ragazza si sarebbe svolto un festino con diversi partecipanti. Tra loro ci sarebbero stati il 46enne proprietario dell'immobile e un amico di 42 anni ora accusati di omissione di soccorso.

Tante ipotesi

I due quella sera erano in casa e, pur conoscendo il passato di Angela e sapendo che c'era della droga, quando la giovane si è sentita male non hanno chiamato i soccorsi. Queste le tesi alla base della duplice denuncia. Così avrebbero lasciato morire la 27enne abbandonandola alla sua agonia. Ipotesi per il momento, che pretendono però delle risposte. Angela si è drogata quella sera? Stava già male, o peggio era già morta, quando gli amici se ne sono andati? Perché non hanno chiesto aiuto? In attesa dei risultati dell'autopsia che chiarirà la causa del decesso, proseguono gli accertamenti per capire cosa sia davvero successo in quell'appartamento.

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