Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca Portello / Via Giambattista Belzoni

Mette in fuga dipendenti dell'Avis e clienti di un bar. Armato di coltello, lo ferma il taser

Un pregiudicato straniero è stato bersaglio di un rocambolesco intervento della polizia mercoledì mattina dopo aver creato forte scompiglio in due locali pubblici con un coltello

(foto: archivio)

É servito il dardo elettrico del taser per rendere inoffensivo l'uomo tunisino che mercoledì mattina al Portello ha gettato nel panico prima le dipendenti del centro Avis e poi i clienti di un bar.

Molesto all'Avis

Le prime richieste di aiuto alla centrale operativa della polizia sono arrivate poco dopo le 9. Nella sede dell'Avis provinciale di via Trasea il nordafricano ha fatto irruzione molestando e minacciando le lavoratrici, tanto da arrivare a rincorrerle dopo averle messe in fuga. All'arrivo della pattuglia lo straniero si era già dileguato, ma nuove notizie su di lui sono giunte poco dopo.

Clienti in fuga

Da un bar della vicina via Belzoni è infatti stata segnalata la presenza del tunisino che, visibilmente agitato, stava mettendo in fuga gli avventori. Quando gli agenti si sono precipitati in loco lo hanno trovato sotto il portico esterno, addossato al muro e con le braccia nascoste dietro la schiena.

Il taser

Visto il suo stato di forte agitazione è stata attivata la procedura del taser, con l'operatore preposto che ha eseguito le prime delle cinque fasi per l'utilizzo della pistola elettrica. Nemmeno mostrarla allo straniero è però bastato a farlo arrendere, nonostante abbia estratto un coltello dalla cinta e lo abbia lanciato a terra. Dopo altri inutili tentativi di farlo calmare e convincerlo a consegnarsi, è stato esploso un dardo in direzione della gamba del tunisino, che è poi stato immobilizzato e trasferito in questura.

Le denunce

Dopo essere stato identificato il nordafricano si è visto denunciare per porto abusivo di armi. Tutta via si è anche scoperto che l'11 maggio scorso dopo un controllo aveva ricevuto un ordine di espulsione che gli imponeva di lasciare l'Italia. Ordine che evidentemente non ha rispettato e che gli è valso una seconda denuncia.

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