Prima in gelateria, poi al ristorante: molesta i clienti e finisce due volte in questura

Già colpito da un divieto di dimora, è stato nuovamente denunciato il giovane straniero che giovedì sera è stato prelevato dalla polizia prima in Prato della Valle e poi all'Arcella

L'area antistante la gelateria Panciera dove si è svolto il primo intervento del 113

Un volto, mille identità. Alis e nomi falsi che utilizzava per evitare guai con la Giustizia, ma che non gli hanno risparmiato una segnalazione all'autorità giudiziaria e una denuncia. Ventunenne del Gambia già noto alle forze dell'ordine, per due volte in tre ore giovedì sera è finito negli uffici della questura, dopo aver molestato clienti e gestori di due locali della città.

La gelateria in Prato

Erano le 18 quando il proprietario della gelateria Panciera di via Umberto I ha chiesto l'aiuto della polizia. Uno straniero da diversi minuti si aggirava nei pressi del locale, infastidendo pesantemente gli avventori. Tentare di allontanarlo era stato inutile, perciò una pattuglia si è pecipitata sul posto e ha prelevato il 21enne trasferendolo in questura. Negli uffici è stato fotosegnalato, risalendo alla sua identità e scoprendo che era già gravato da un divieto di dimora in Veneto. Divieto che non ha evidentemente rispettato, per il quale la questura ha informato l'autorità giudiziaria chiedendo un aggravio della misura.

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Il ristorante all'Arcella

Terminate le pratiche il 21enne si è allontanato, ma poco più di due ore dopo la scena negli uffici di piazzetta Palatucci si è ripetuta. Alle 21 la centrale operativa ha ricevuto una seconda chiamata, stavolta dall'Arcella. All'altro capo del telefono c'era il gestore di un ristorante giapponese di via Tiziano Aspetti e ancora una volta veniva segnalato un uomo africano, probabilmente ubriaco, che non dava pace ai clienti. Seconda uscita della volante e secondo incontro con il gambiano, che stavolta ha però fornito un nome falso per non farsi riconoscere. Di lasciarsi identificare il giovane non aveva alcuna intenzione, tanto da scagliarsi contro gli agenti. Riportato in questura, grazie alle impronte digitali si è scoperto che era sempre la stessa persona e che stava utilizzando uno dei suoi tanti alias. Per aver rifiutato di fornire le generalità, oltre che per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, il 21enne è stato infine denunciato.

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