Baby spacciatori, rifornivano i coetanei accanto al patronato. Sette sono minorenni

Hanno tra 15 e 20 anni gli otto giovanissimi denunciati al termine di un'indagine curata dai carabinieri. Gestivano un giro di spaccio di marijuana e hashish in un centro del Piovese

(foto: archivio)

Hanno allestito un traffico di stupefacenti, procacciandosi i clienti fra i coetanei a cui vendevano hashish e marijuana. Ricavi limitati, lontani da quelli delle organizzazioni radicate, eppure sufficienti a macchiare le loro fedine penali. Questo il quadro indiziario raccolto dai carabinieri nei confronti di otto ragazzi.

I denunciati

Devono rispondere tutti di detenzione a fini di spaccio, reato per il quale sono stati denunciati. Sei di loro sono di Legnaro: l'unico maggiorenne è il 20enne T.G., gli altri sono tre 16enni del paese, un 16enne di Rubano e uno di Polverara, oltre a due 15enni anch'essi residenti a Legnaro.

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Indagini e accuse

L'indagine che ha portato a loro è nata lo scorso 31 luglio. Quella sera i carabinieri erano intervenuti in seguito ad alcune segnalazioni dopo il ritrovamento di un ragazzino in difficoltà nei pressi del patronato di un paese del Piovese. Il giovanissimo stava collassando dopo aver abusato di alcol e droghe. Si era presto ripreso, ma l'episodio ha spinto gli inquirenti a voler fare chiarezza su come si fosse procurato lo stupefacente. Una serie di accertamenti incrociati ha permesso di individuare il gruppetto di spacciatori, noti tra gli adolescenti della zona. I ragazzi spacciavano marijuana e hashish in cambio di 10 euro a dose, raccongliendo circa 100 euro a settimana. Un traffico certamente limitato e con introiti contenuti, che però è durato nel tempo e ha portato a formalizzare le denunce nei loro confronti per cercare di risalire ai fornitori del gruppetto.

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