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La guardia di finanza di Gorizia nel corso delle indagini

La guardia di finanza di Gorizia nel corso delle indagini

Falso club vacanze, settecento vittime. Rinviato a giudizio un falso consulente padovano

Evasore totale e con debiti tributari per 700mila euro, sarebbe stato uno degli artefici di una lunga serie di raggiri portati avanti in mezza Italia fino al 2017 tramite un'agenzia

Individuavano le vittime promettendo vacanze premio e l'iscrizione a un club esclusivo, finendo invece per far sottoscrivere onerosi contratti. É nata dalla tentata truffa ai danni di un pensionato goriziano l'indagine della guardia di finanza che ha portato alla denuncia e al rinvio a giudizio un sedicente consulente finanziario di Padova e uno psicologo veneziano al termine delle indagini preliminari della procura di Gorizia.

Il sistema di truffe

I due, entrambi dipendenti di un'agenzia viaggi con sede nel capoluogo euganeo, sarebbero stati membri attivi di una più ampia organizzazione che avrebbe inscenato 668 truffe e tentate truffe fra le province di mezza Italia. La società avrebbe messo in piedi tra il 2014 e il 2017 un sistema che coinvolgeva numerosi adescatori, incaricati di proporre finti pacchetti vacanze e iscrizioni a un club tanto esclusivo quanto fittizio, ricavandone profitti di migliaia di euro a vittima parte dei quali sarebbero rimasti ai procacciatori, in una sorta di illecita provvigione.

Le indagini

L'indagine della guardia di finanza di Gorizia è nata in seguito alla segnalazione da parte di un 70enne friulano. A nome dell'agenzia, il padovano e il veneziano avrebbero fissato alcuni appuntamenti con l'anziano, sia in un hotel di Udine che nell'abitazione della vittima, per fargli ritirare un buono per una vacanza premio. Erano riusciti a fargli sottoscrivere un contratto di 15.400 euro, che in realtà non prevedeva alcun servizio turistico bensì l'acquisto di proprietà immobiliari. I finti consulenti gli avevano poi proposto l'iscrizione a un club vacanze al costo di 3.700 euro. Per agevolare il pagamento gli avrebbero suggerito la trattenuta di una quota della pensione, elemento che ha insospettito il 70enne spingendolo a rivolgersi a un avvocato e che ha impresso il via all'indagine.

Una rete vastissima

Gli accertamenti hanno permesso di individuare i due adescatori, scoprendo però che erano parte di un meccanismo molto più ampio. Avevano mentito sulla reale natura del contratto, ma quello non era l'unico caso. Una serie di accertamenti e perquisizioni nei locali in uso all'agenzia padovana e ai suoi titolari hanno permesso di scoprire e sequestrare documenti che attestano altri 668 episodi analoghi tra le province di Gorizia, Trieste, Udine, Pordenone, Venezia, Treviso, Vicenza, Belluno, Padova, Rovigo, Bolzano, Trento, Milano, Sondrio, Lodi, Como, Monza Brianza, Torino, Novara, Alessandria, Asti, Biella, Vercelli, Bologna, Modena, Ravenna, Forlì Cesena, Firenze, Livorno, Pesaro Urbino, Roma. In diversi casi le vittime avevano già sporto denuncia.

Evasore totale

La procura al termine delle indagini preliminari ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio del padovano e del veneziano, che andranno a processo con l'accusa di truffa aggravata. Dopo aver stroncato le attività dell'agenzia viaggi, la società è stata denunciata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha cambiato ragione sociale, sede e amministrazione. Il padovano si è scoperto non essere iscritto all'albo dei consulenti finanziari, ma soprattutto è risultato evasore totale per gli anni dal 2016 al 2018 e gravato da debiti tributari per oltre 700mila euro. Il veneziano è invece stato segnalato all’Ordine degli psicologi del Veneto.

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