Maxi truffa all'azienda: il dipendente infedele, i cellulari e un buco da 600mila euro

Otto persone sono state denunciate al termine di un'indagine dei carabinieri scaturita dalla querela sporta dal titolare di una ditta dell'Alta Padovana vittima di un raggiro

(foto: archivio)

Un dipendente, con la complicità di una seconda persona e l'aiuto di altre sei, avrebbe convinto la propria azienda a comprare un'ingente quantità di telefoni cellulari e abbonamenti vendendole prodotti e servizi che la ditta ha pagato ma di cui non ha mai usufruito.

La truffa

Questi i contorni della complessa indagine curata dai carabinieri di Cittadella a cui nei mesi scorsi si sono rivolti i vertici di una storica azienda di San Giorgio in Bosco leader nell'ideazione e creazione di strumenti per il trattamento dei generi alimentari. La vicenda trasformatasi in una salatissima truffa è nata nel 2016 per opera di un dipendente: il 43enne B.L. di Camposampiero. All'epoca l'uomo aveva convinto i datori di lavoro ad accettare quella che aveva dipinto come un'offerta economica vantaggiosa. B.L. aveva presentato loro l'amico R.N., 54enne di Albignasego. Quest'ultimo si era finto dipendente di una nota compagnia di telefonia e insieme avevano spinto l'azienda ad acquistare 400 smartphone e numerosi abbonamenti telefonici, promettendo importanti sconti sulle bollette.

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Le denunce

I titolari avevano accettato, pagando tanto gli apparecchi telefonici quanto gli abbonamenti. Né gli uni né gli altri sono però mai entrati in possesso della ditta. B.L. e R.N. infatti se ne sono impossessati rivendendoli a terze persone mentre l'azienda continuava a saldare i pagamenti. Un castello di bugie andato avanti per tre anni, in cui i due truffatori si sono avvalsi anche dell'aiuto di altre sei persone per piazzare i cellulari, cinque italiani e un romeno. Con loro infatti sono stati denunciati anche N.K. 36enne di Teolo, B.P. 50enne di Altavilla Vicentina (Vicenza), M.D.M. 52enne romeno di Mestrino, R.A. 58enne di Due Carrare, C.F. 38enne di Anguillara e P.A. 44enne di Jesolo (Venezia). A tutti loro giovedì mattina i militari hanno notificato la denuncia per truffa in concorso per aver cagionato all'azienda un danno economico di 600mila euro.

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