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35mila euro a settimana vendendo corsi e criptovalute: sventata la maxi truffa Onecoin

Il Nucleo Antitrust della finanza ha smantellato un'organizzazione che promettendo rendite astronomiche reclutava ignari investitori vendendo corsi di formazione sull'uso delle "monete elettroniche". Fra i sei indagati c'è anche un padovano

Investimenti di soli 100 euro e potenziali guadagni esorbitanti, fino a 35mila euro a settimana. Era la promessa, del tutto vana, avanzata dalle sette persone denunciate per truffa dai finanzieri dell'Antitrust.

Le denunce

Sulla scorta dell'indagine coordinata dalla procura di Roma, i provvedimenti sono stati notificati giovedì a sette persone residenti nelle province di Padova, Trento, Viterbo, Verona e Mantova. Sei sono dei promotori finanziari, uno è il legale rappresentante di una società romana di formazione aziendale. A vario titolo sono accusati di truffa e impiego di denaro e beni di provenienza illecita.

La truffa

Gli indagati, facenti capo alla società italiana e due estere, avevano messo in piedi un sistema per reclutare clienti. Attreverso 93 pagine social e 7 siti web ora sequestrati, li convincevano a iscriversi a dei corsi di formazione finanziaria sull'uso della criptovaluta Onecoin (una particolare moneta virtuale), per prepararli a proporre a loro volta l'acquisto ad altri clienti. La promessa? Pagando 100 euro potevano accedere al corso abbinato all'acquisto di un primo pacchetto di Onecoin, che reinvestite avrebbero fruttato fino a 35mila euro a settimana. Cifre esorbitanti e fasulle, che alimentavano un circolo vizioso che ha arricchito i promoter truffatori.

Sanzioni milionarie

Tre di loro sono stati fermati all'aeroporto di Orio al Serio mentre stavano espatriando con 117mila euro proventi dell'inganno. Il Garante della concorrenza e del marcato ha inoltre disposto sanzioni per 2,6 milioni di euro a fronte della scorretta pratica commerciale messa in atto. Un apparato truffaldino, privo delle più basilari strutture e degli algoritmi fondamentali per gestire i flussi virtuali delle criptovalute. Una montagna di menzogne insomma, su cui i finanzieri stanno ancora indagando per capire quante vittime abbia mietuto. Potrebbe trattarsi della sola branca italiana di un sistema piramidale ben più complesso, basato su una valuta fraudolenta che nei mesi scorsi aveva già portato all'arresto del fondatore negli Stati Uniti.

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