L'inganno corre sul web, truffe da migliaia di euro per gli incauti internauti padovani

Sono altre due le vittime dei raggiri online, che hanno portato alla denuncia di un giovane bergamasco e due uomini bresciani. Il secondo caso è stata una "truffa inversa"

(foto: archivio)

Che sia un mobile o uno smartphone, un acquisto o una vendita, concludere affari onesti in rete sembra un'ardua impresa per i padovani.

Il raggiro classico...

Giovedì mattina i carabinieri di Piove di Sacco hanno scritto la parola "fine" sull'indagine avviata lo scorso luglio dopo la querela sporta da una 63enne del paese. La donna ha chiesto aiuto in caserma dopo aver capito di essere stata raggirata. Navigando online aveva scovato sul sito Subito.it l'annuncio di vendita di un armadio. Era quello che cercava, tanto da avviare una trattativa via e-mail con il sedicente venditore. Era arrivata a inviargli su una carta prepagata 1.190 euro, aspettando poi le istruzioni per poter recuperare il mobile. L'altro era però di fatto sparito con i soldi e gli inquirenti hanno dovuto affrontare una lunga serie di accertamenti per risalire infine a S.M., 30enne di Brembate e già noto alle forze dell'ordine, denunciato per truffa.

...e quello "al contrario"

Analoga accusa ha colpito due uomini di Sirmione, il 46enne F.I. e il 76enne S.G. I due sono rei di aver architettato una "truffa inversa" i danni di un 53enne di Vigonza, fingendo di voler comprare un cellulare che il padovano aveva messo in vendita online. Approfittando della sua scarsa dimestichezza con il web, lo hanno convinto del fatto che per poter ricevere il pagamento, avrebbe dovuto lui per primo inviare dei soldi a loro, in modo da connettere i due conti correnti. La vittima ha accettato ma dopo il primo bonifico i truffatori hanno sostenuto che ci fossero dei problemi, invitandolo a riprovare. Il vigontino ha eseguito tre pagamenti per un totale di 1.100 euro prima di veder troncato ogni contatto da parte dei bresciani. Le indagini non solo hanno permesso di rintracciarli, ma hanno anche fatto scoprire che la coppia aveva "ripulito" il guadagno investendolo su siti di scommesse e acquisti online.

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