Truffe online, il boom conta altri due casi. Ascom non ci sta: «Affidatevi ai negozianti»

Mentre i carabinieri arrivano alla denuncia di altri due truffatori, Ascom Padova commenta il fenomeno in drammatica ascesa: «Non lasciatevi abbindolare da prezzi irreali»

Sono altri due i padovani caduti nella rete degli imbroglioni da tastiera. Se in questi due casi però i colpevoli sono stati individuati, molti altri restano quelli che la fanno franca. Le truffe telematiche sono una piaga che non accenna a scemare e Patrizio Bertin, il numero uno di Ascom analizza il problema e stila alcuni consigli utili, ma spesso sottovalutati.

I nuovi casi

A rimetterci 1.400 è stato un 55enne di Piombino Dese. L'uomo era interessato ad acquistare un furgone Renault Master trovato su Subito.it e dopo aver preso accordi con il venditore gli ha versato il denaro richiesto come caparra. Venditore che intascata la somma ha però fatto perdere le sue tracce, fino a quando lo hanno identificato i carabinieri. M.G., 22enne palermitano di Villabate, è stato quindi denunciato per truffa. Identica sorte per B.C., 38enne di Pontecorvo in provincia di Frosinone che ha ordinato online alcuni ricambi per moto messi in vendita da un 47enne di Rubano. Di comune accordo, il laziale avrebbe dovuto pagare i 400 euro di merce in contrassegno, una volta recapitati dal corriere. Il padovano li ha spediti, ma il truffatore non ha mai consegnato il denaro.

Ascom: «State in guardia»

«É un fenomeno in aumento esponenziale che punta sulla seduzione di sconti esorbitanti e prezzi fuori mercato» spiega l'ufficio legale di Ascom Confcommercio di Padova. Solo nel campo delle assicurazioni online sono più di 200 i siti oscurati negli ultimi mesi dalla Guardia di finanza. Sette (oltre a 93 pagine di social network) sono stati sequestrati nell'ambito dell'operazione Onecoin, che prometteva guadagni fino a 35mila euro a settimana. Tutti fittizi, naturalmente. «Non criminalizziamo: l'e-commerce è una risorsa, ma espone a rischi altissimi« aggiunge il presidente Bertin «Il consiglio è verificare accuratamente e prediligere i negozi, specialmente ora che con i saldi gli sconti non hanno nulla da invidiare a quelli del web».

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Concorrenza sleale

Se il commercio online non è necessariamente negativo, le norme che lo regolano devono però essere più rigide per Bertin. «Manca una legislazione in materia, perciò le multinazionali pagano tasse irrisorie (quando le pagano) e possono fare il bello e il cattivo tempo a discapito dei piccoli commercianti».

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