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Tradito dal web: denunciato per diffamazione dopo gli insulti via Facebook

La rete virtuale non è bastata a fargliela passare liscia: un 43enne è stato incastrato dopo mesi di molestie telematiche ai danni di un allevatore di cani

Il gestore è stato preso di mira senza motivo per diverso tempo finchè, esasperato, si è rivolto alle forze dell'ordine.

Una persecuzione continua

Uno vive nell'Alta Padovana, l'altro in Campania. Si sono incontrati e scambiati molti messaggi su Facebook, ma non si è trattato di un'amicizia virtuale, bensì di una vera e propria persecuzione, farcita di insulti e calunnie. A lanciarli il napoletano, che all'improvviso ha cominciato a bombardare il profilo social dell'allevatore con messaggi e frecciatine, sia pubblici che in privato.

Le accuse infondate

Inizialmente il padovano non vi ha dato peso, ma col tempo le provocazioni sono diventate sempre più moleste. L'argomento preferito dell'accusatore nascosto dietro allo schermo del computer riguardava i cani in vendita. L'allevamento è iscritto all'ente cinofilo e commercia animali con pedigree originale, assolutamente verificati, come hanno accertato le forze dell'ordine. Secondo il campano si trattava invece di cani importati illegalmente dall'estero, di dubbia provenienza e frutto di traffici illegali. Dicerie infondate, che però l'uomo pubblicava sul social network più frequentato al mondo.

La denuncia

Stremato, il padovano si è rivolto ai carabinieri di Tombolo che hanno usato le informazioni disseminate su internet per risalire all'identità del molestatore. Individuato il 43enne partenopeo, lo hanno denunciato per diffamazione a mezzo Facebook, un reato ancora poco in voga ma estremamente pericoloso.

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