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Digitalmeet

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Cerchi lavoro? L'assunzione dipende anche dalla cura del profilo social

DIGITALmeet 2017, anteprima con "Self Branding e Web Reputation". Barone (Veneto Lavoro): "L’identità digitale gioca un ruolo decisivo"


Dimmi che profilo (virtuale) hai e ti dirò che lavoro troverai. Può sembrare una battuta, invece è una tendenza sempre più diffusa e certificata da Jobvite, colosso americano del recruiting secondo cui il 94% delle aziende sbircia il profilo social del candidato per decidere se assumerlo o passare al prossimo. Insomma, gestire la propria immagine diventa fondamentale per comunicare in modo efficace chi siamo e quali competenze abbiamo. Il fenomeno non poteva certo sfuggire a DIGITALmeet, il più grande festival diffuso d’Italia sul mondo dell’innovazione digitale, che taglia il traguardo della quinta edizione e torna dal 19 al 22 ottobre con oltre 140 eventi e 300 speaker in dieci regioni. 

L'INCONTRO

E così #DM17 (organizzato da Fondazione  Comunica e Talent Garden Padova) dedica una delle sue anteprime al rapporto tra web e occupazione: mercoledì 18 ottobre il Polo di Psicologia dell’Università di Padova ha ospitato Self Branding e Web Reputation. La ricerca del lavoro ai tempi dei social, un incontro a metà strada tra disamina e decalogo per imparare come comportarsi, cosa condividere e gli errori da evitare. Tenendo sempre presente che oggi l’ingresso in azienda può dipendere da un post. Dopo l’intro di Gianni Potti, Presidente di Fondazione Comunica e Founder DIGITALmeet, il microfono è passato al Direttore di Veneto Lavoro della Regione Veneto Tiziano Barone, al Responsabile Relazioni Esterne e Rapporti Associativi di Umana Roberto Mascali, al Sales Manager di LinkedIn Germano Buttazzo e alla Responsabile del Centro per l’Impiego della Provincia di Padova Fiorenza Menegazzo, moderati dallo Psicologo del Lavoro Angelo Boccato. 

SOCIAL IMPORTANTI

"Per chi cerca e offre lavoro, l’uso dei social ormai è implicito – ha detto Tiziano Barone – Oggi aziende e candidati si guardano sui social a vicenda per formarsi un’opinione: alla fine c’è sempre il momento dell’incontro, ma prima c’è un percorso che comprende il curriculum, il colloquio online e anche i social come Facebook, LinkedIn e Twitter». In questo contesto, il profilo virtuale vale come un biglietto da visita: «Il candidato deve curare molto la sua immagine e presentarsi bene – conferma Barone – I social sono una casa di cristallo dove tutti possono vederci: bisogna esprimersi correttamente, agire con equilibro ed evitare la pubblicazione di foto o commenti strani, perché chi ci osserva potrebbe farsi un’idea sbagliata. Rimanere se stessi si può e si deve, ma la sfida dei social richiede un comportamento responsabile e un occhio di riguardo alla propria identità digitale». E per chi ha poca dimestichezza con le piattaforme digitali? «I centri per l’impiego – conclude Barone – stanno adottando un servizio di web reputation: non più solo la preparazione del curriculum, ma anche un percorso di accompagnamento alla dimensione dei social per acquisire un linguaggio adeguato".  

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