Gestione dello spazio pubblico, la denuncia dei comitati per il verde veneti

Comunicato stampa dei comitati per il verde veneti in risposta alle valutazioni positive del ministero dell'ambiente e del Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico che, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi, si sono rallegrati per la “buona disponibilità del verde” nelle città italiane (foto: taglio di 573 alberi per il cantiere della Metro 4 a Milano)

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Leggiamo con sorpresa la notizia ANSA (20-11-2015) che riporta i dati e i commenti del Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico e del ministero dell’Ambiente che, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi, si rallegrano per la “buona disponibilità del verde” nelle città italiane con una media di 32 mq di verde per cittadino e una superficie media nei capoluoghi del 3% della superficie comunale. Nel documento si legge anche che il verde pubblico è stabile e in lieve aumento solo in alcune città.

In veste di cittadini e di esperti del settore ambientale impegnati sul territorio da anni per un aumento della quantità e della qualità del verde urbano riteniamo necessario smentire e confutare i dati e la loro entusiastica interpretazione.

1) dal punto di vista metodologico, i dati riportati nella relazione 2015 del Comitato per il Verde  Pubblico si basano su un questionario ISTAT mandato alle pubbliche amministrazioni, che solo in pochi casi si riferiscono a dati georeferenziati, disponibili e pubblicamente verificabili. Senza strumenti di verifica i dati sono poco attendibili;

2) una percentuale media del 3% di verde pubblico non è un dato positivo, bensì riflette una percentuale da paese in via di sviluppo, Mumbai e Shanghai hanno una superficie del 2.6%, ma le città occidentali sostenibili del nord Europa e nord America hanno da 5 a 10 volte più verde (senza parlare della sua notevole maggiore qualità), ad es. Londra 38% e New York 27%;

3) la quantità media di verde pro-capite di 32 mq per cittadino oltre a basarsi su una stima raccolta con un questionario di autovalutazione, comprende aree considerate “verdi” in senso lato, ovvero impianti sportivi (anche superfici solo edificate e asfaltate), piste ciclabili e rotatorie, verde spartitraffico e dei cavalcavia, isole di verde degradato nel cemento delle aree industriali;

4) non è credibile che il verde pubblico sia rimasto stabile negli ultimi anni. I dati precisi sul consumo di territorio per cementificazione e asfaltatura del territorio (rapporto ISPRA 2015), tipicamente più attuato nelle città, mostrano un consumo annuale costante dagli anni ‘50 fino ad oggi che raggiunge il culmine nelle regioni e nelle città del nord considerate virtuose per il verde. In termini assoluti, si è passati ad un consumo di suolo da poco più di 21.000 kmq del 2009 ai quasi 22.000 kmq del 2012, l’equivalente di 236 volte la superficie del Comune di Padova (93 Kmq) ogni anno!! La costruzione di centri commerciali e residenziali, rotonde, strade, a spese dei cunei verdi delle città non si è mai fermata: non è possibile che il verde pubblico sia stabile o in lieve aumento. Come esempi illustri tra le centinaia disponibili basta guardare a Milano la recente realizzazione dell’EXPO che è nata dalla cementificazione e asfaltatura di una superficie agricola di 110 ettari più la distruzione dell’oasi del Lago dei Tigli, oppure la strage di 573 alberi sani quest’anno in buona parte evitabile, per dare un comodo posto a camion e cantieri per la costruzione della nuova linea Metrò 4.

5) quel che però è peggio è la qualità del poco verde che c’è e la sua manutenzione. Molti parchi sono frammentati e piccoli (per la CE si definisce parco una superficie verde >5000 mq) con pochi alberi di tipo arbustivo, e con le panchine e i giochi esposti al sole, oppure fruibili solo da persone accompagnate da bambini. Nella relazione del Comitato per il Verde i 32 mq/abitante di verde non dice nulla sul numero e la biomassa degli alberi cittadini, ben più radi della riportata superficie. Comunque, le città italiane hanno pochi alberi (ad es. Padova ne ha 0.2 per abitante) in diminuzione per cementificazione, tagli e cattiva manutenzione, sostituiti spesso da specie arbustive e ornamentali, ecologicamente nulle o inerti rispetto ai grandi alberi. Sul fronte opposto, spiccano le città sostenibili quali New York nella quale sono stati piantati e censiti oltre 1 milione di nuovi alberi dal 2007 a oggi (incremento del 20% delle alberature, 0.75 alberi/abitante).

In conclusione, quando il Ministero dell’Ambiente e il Comitato per il Verde Pubblico vorranno relazionarsi con i comitati, i cittadini, gli esperti e gli scienziati, per fare un vero lavoro di ricerca, censimento, verifica, pianificazione del verde e degli alberi pubblici, quando i dati saranno suffragati da riscontri oggettivi georeferenziati provenienti da archivi e mappe pubblicamente accessibili e verificabili da tutti, allora si potrà aprire una discussione costruttiva e seria su questo importante aspetto, trascurato e degradato in Italia, del benessere e della salute dei cittadini. Nel frattempo, si festeggia e propaganda la Giornata Nazionale dell’Albero come fosse il miglior fiore all’occhiello, proprio nelle città dove più si tagliano gli alberi per futili motivi.

Alessandro Angrilli, GLA-TAVV – Gruppo di Lavoro per i Tavoli Verdi del Veneto
Patrizio Giulini, Consulente Regione Veneto per il Censimento degli Alberi Monumentali
Elena Macellari,  GLA-TAVV – Gruppo di Lavoro per i Tavoli Verdi del Veneto - Ass. Gruppo Amici del Verde PD
Roberto Marinello, Comitato Difesa Alberi e Territorio - Padova
Paolo Merlini, Ass. Salviamo gli Alberi -  Abano Terme
 

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