4 novembre, il sindaco Giordani: "Padova simbolo del centenario Grande Guerra"

Si è svolta a Villa Giusti alla Mandria e davanti al Municipio, la celebrazione del “Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate”

Il 4 novembre si festeggia il “Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate”. La giornata ha avuto inizio a Villa Giusti alla Mandria dove è stato firmato l’Armistizio che ha posto fine alla Prima Guerra Mondiale.   Dopo la cerimonia dell’alzabandiera, il sindaco di Padova Sergio Giordani, il Prefetto Renato Franceschelli,  il presidente della Provincia di Padova Enoch Soranzo, il Vice Comandante per le Infrastrutture del Comando Forze Operative Nord, Generale di Brigata Salvatore Carta e il proprietario di Villa Giusti Giovanni Battista Lanfranchi hanno reso onore ai caduti con la deposizione di una corona di alloro. La  cerimonia è stata accompagnata  dall’esibizione musicale degli alunni dell’Istituto di 1° grado Ruzzante  alla presenza anche degli studenti e dei docenti delle classi 4° e 5° della scuola primaria “Della Vittoria” e  3° della scuola secondaria di 1° grado Ruzzante di  Padova.

GLI INTERVENTI.

Le celebrazioni sono proseguite quindi in via VIII Febbraio, davanti al Municipio, alla presenza della Compagnia d’Onore Interforze, con la Fanfara dell’Associazione  Nazionale Bersaglieri, dei Labari e dei Medaglieri   delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma,  dei Gonfaloni del Comune  e della Provincia di Padova  e  di quello dell’Università. Dopo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, sono intervenuti con un discorso il Sindaco di Padova, Sergio Giordani,  il presidente della Provincia Enoch Soranzo  e  il Vice Comandante del Comando Forze Operative Nord , Generale di Divisione Carmelo De Cicco. Le celebrazioni si sono concluse nel pomeriggio con la cerimonia dell’Ammainabandiera con la partecipazione della Fanfara dell’11° Reggimento Bersaglieri.

IL COMMENTO.

Ecco il discorso del sindaco Giordani. “E’ passato quasi un secolo dalla  fine del Primo Conflitto Mondiale, che proprio a Padova, a Villa Giusti, si concluse con la firma  il 3 novembre  dell’Armistizio, entrato in vigore il giorno successivo 4 novembre 1918. Padova sarà, certamente, l’anno prossimo, uno dei luoghi simbolo delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra. La celebrazione del 4 novembre fu istituita già  a partire dal 1919, e da allora non ha perduto il significato e il valore che rappresenta. Pur nel dolore e nei lutti che quella guerra portò in tutto il Paese  crebbe in quegli anni  un sentimento comune, una condivisione di obiettivi ed intenti che plasmò l’unità del nostro  Paese.  E’ doveroso oggi ricordare il sacrificio di tanti giovani uomini, il dolore di tante famiglie, così come il contributo  che le Forze Armate hanno dato in quella occasione. Quanto accaduto allora e l’immane tragedia del secondo conflitto mondiale, ci hanno  reso evidente che la guerra, qualsiasi guerra, è una esperienza da non ripetere. Sono ormai 70 anni che l’Europa vive in pace ma questo non ci deve far abbassare la guardia, perché  l’esempio dei Balcani, pochi anni fa mostra come violenza e sopraffazione possono tornare”, dichiara Giordani.

LA CITAZIONE.

“Come ha scritto il Cardinale Carlo Maria Martini,  “La pace va costruita e sostenuta con iniziative giorno dopo giorno, basta un soffio di vento per distruggerla”. La nostra Costituzione  Repubblicana ripudia la guerra come strumento per  risolvere le controversie internazionali e  come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. Con questo mandato costituzionale le nostre Forze Armate hanno  il compito di difendere la Patria, la pace , la nostra libertà e  i nostri valori. Un impegno che svolgono con professionalità e dedizione in Italia ma anche nelle numerose missioni all’estero  in cui sono impegnate e nelle quali dimostrano non comuni capacità di dialogo con le popolazioni locali assieme ad una profonda umanità ed autorevolezza. Anche queste missioni hanno purtroppo avuto i loro caduti e noi li ricordiamo con uguale commozione e vicinanza. Non dobbiamo dimenticare inoltre, il grande lavoro svolto dalle Forze Armate in occasione delle emergenze e delle calamità che hanno colpito il nostro  Paese. Momenti difficili nei quali però emerge lo strettissimo legame che unisce i militari a  tutti noi. Sono i valori della solidarietà, della condivisione del sacrificio nelle difficoltà,  dell’ aiuto a chi soffre o è in pericolo, dell’essere uniti,  sentimenti che sono profondamente radicati nella nostra gente. L’ Unità Nazionale  ha permesso al nostro Paese di diventare una  nazione prospera, con un ruolo importante nel panorama internazionale. Un’Unità che è prima di tutto  condivisione di intenti comuni e di valori da parte di tutti i cittadini”.

I CADUTI.

“Viviamo un periodo storico in cui emergono legittime aspirazioni di maggiore autonomia e di più ampie competenze agli enti locali, certamente condivisibili se non mettono in dubbio l’Unità Nazionale e non tradiscono i valori della solidarietà che contraddistinguono la nostra storia. Abbiamo però  una grande responsabilità, perché il futuro di questa nostra Patria dipende prima di tutto dai nostri comportamenti quotidiani. Tutti in prima persona dobbiamo mettere al centro del nostro agire il bene comune. Troppo spesso assistiamo ad uno scarico di responsabilità, che sono sempre di altri ed altrove,  atteggiamento che oltre ad essere poco utile, offende chi rispetta le regole e si impegna quotidianamente per una società migliore di quella che ci hanno lasciato i nostri padri. Questa giornata ci deve ricordare che il modo migliore per  commemorare degnamente i nostri caduti è impegnarsi in prima persona, ogni giorno, nel nome certamente dei diritti  ma anche dei doveri di ognuno di noi. Solo così questa Italia sarà davvero l’Italia di tutti”, conclude Giordani.

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