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Il distacco del Cristo del Donatello (foto: Giovanni Pinton)

Il distacco del Cristo del Donatello (foto: Giovanni Pinton)

Il "distacco" del crocifisso bronzeo del maestro Donatello al Santo

La scultura è stata portata al Museo diocesano per la mostra che si inaugura venerdì. Quasi 6 ore per staccare l'opera che domina l'altare maggiore, sostituita da una copia fornita dai musei Eremitani

Martedì sera, terminato l'afflusso dei fedeli nella basilica di Sant'Antonio a Padova e chiusi i portoni, dalle 19 sino a tarda notte gli addetti ai lavori hanno proceduto al distacco del "Cristo crocifisso" di Donatello, prima opera padovana dello sculture fiorentino, che dominava dall’alto l’altare maggiore.

LA MOSTRA. Il cristo morente era ancorato con viti alla croce e ha un peso di oltre 200 chili. L’operazione si è resa necessaria per trasportare al Museo diocesano la straordinaria opera in bronzo, scolpita tra il 1443 e 1449, che il delegato pontificio, monsignor Giovanni Tonucci, ha concesso in prestito alla mostra "Donatello svelato. Capolavori a confronto" che verrà inaugurata venerdì 27 marzo. Il prestito è stato coordinato nelle sue diverse fasi dalla Veneranda Arca. L'opera potrà essere apprezzata fino al 26 luglio dai visitatori insieme al crocifisso della chiesa dei Servi (Padova) e a quello di Santa Croce (Firenze).

IL DISTACCO E LA COPIA. La delicatissima operazione, autorizzata dalla Soprintendenza, è stata effettuata dalla ditta di restauri Rws di Vigonza ed è avvenuta sotto gli occhi vigili dei rappresentanti dei frati del Santo, della Veneranda Arca, del "Messaggero di sant’Antonio" e dei responsabili diocesani della mostra. Un’operazione tecnicamente di grande interesse, ma soprattutto di enorme impatto emotivo, sia per l’eccezionalità del distacco, sia perché si è potuto ammirare ed analizzare da vicino un’opera di così rara bellezza e intensità spirituale. In basilica è stata posta sopra l’altare in sostituzione una copia bronzea del crocifisso donatelliano, fornita dai Musei civici agli Eremitani, già utilizzata nel 2001 in occasione della mostra "Donatello e il suo tempo".

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