Due Palazzi: Natale da sold out per il marchio “Dolci di Giotto”

Tra i clienti del laboratorio di pasticceria del carcere di Padova, che registra un +15% di produttività rispetto allo scorso anno, anche papa Benedetto XVI. Ma con i tagli alla legge Smuraglia diminuiscono le risorse del progetto

Oltre 63mila panettoni sfornati, declinati in ben 7 versioni, con un incremento del 15% rispetto alla produzione dell'anno scorso anno. E per le vendite non è ancora finita, visto che fino al 6 gennaio sarà possibile effettuare ordini on-line, anche se alcuni tipi di dolci hanno registrato il tutto esaurito. La Pasticceria del Carcere di Padova chiude l'anno decisamente in bellezza, benedetta, è proprio il caso di dirlo, dagli ordini di papa Ratzinger, che ne ha voluti 300 pezzi, e da un successo di pubblico senza precedenti.

I “DOLCI DI GIOTTO”.  Il laboratorio di pasticceria dell'istituto di pena Due Palazzi di Padova è stato aperto nel 2005 dalla cooperativa Officina Giotto. Commercializzati con il marchio "I Dolci di Giotto", i prodotti del carcere spaziano dai biscotti classici alle preparazioni tradizionali (in questo periodo va fortissimo a Padova la torta pazientina, a base di cioccolato e zabaione). Ma le paste lievitate, non a caso oggetto a più riprese di premi e riconoscimenti (l'ultimo è del Gambero Rosso), rimangono il cavallo di battaglia della pasticceria. Oltre quello all'uvetta e l'originale alla birra, è stato l'ultimo nato del 2012, il panettone al Moscato di Pantelleria Kabir, realizzato con l'azienda Donnafugata, a realizzare il totale sold out.

IL RICONOSCIMENTO: I "DOLCI DI GIOTTO" PREMIATI DAL "GAMBERO ROSSO"

IL LAVORO CHE RIABILITA. Un successo ancora più grande, quello dei “Dolci di Giotto”, visto che non è puramente economico, ma anche sociale e umano: "I 30 detenuti che lavorano in pasticceria hanno un contratto, quello nazionale delle cooperative, e ricevono un regolare stipendio - spiega Matteo Florean, responsabile del laboratorio - Non prima di essere stati ritenuti idonei da un team di psicologi, che ne ha valutato il desiderio di intraprendere un'attività e la volontà di ricominciare da capo. In tutto il carcere i lavoratori, impiegati anche in altri settori, sono 120: un gran numero se si pensa che Italia i detenuti effettivamente contrattualizzati sono solo 800". Si calcola che dopo l'impiego nel settore agro-alimentare il tasso di recidiva negli ex detenuti crolli al 2%, contro l'80% normalmente stimato. E si inizia già a contare il numero coloro che, una volta fuori, si sono impiegati nel settore pasticceria.

I TAGLI. Un tale successo pare non interessare più di tanto il mondo politico. "Il decreto di stabilità approvato poco prima di Natale ha cancellato i fondi destinati a rifinanziare la legge Smuraglia - spiega ancora Florean - che prevede lo sgravio sui contributi per gli operatori sociali e le cooperative che portano lavoro nelle carceri. Questo significa che nel prossimo futuro potremo impiegare via via un minor numero di detenuti".

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IL COMMENTO DI ZAIA. Un augurio speciale di buon anno, assieme ai complimenti per il successo raggiunto arriva però dal presidente della Regione, Zaia, che confessa: “Da quando viene prodotto, il panettone dei detenuti del carcere di Padova, sulla mia tavola non manca mai, e mi auguro che non manchi sulle tavole di quanti più consumatori possibile, perché si tratta di un simbolo del ritorno alla vita civile”.

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