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I funerali di Domenico Maurantonio e, sulla destra, una sua foto su Facebook

I funerali di Domenico Maurantonio e, sulla destra, una sua foto su Facebook

Goliardata o festino finito male per Domenico Maurantonio: i funerali

S'indaga per omicidio colposo. Interrogati nuovamente i compagni di scuola. Ad aver portato alla morte dello studente di Padova, precipitato da un hotel mentre si trovava in gita a Milano, potrebbe essere stata una bravata

È il giorno dell'ultimo saluto, del dolore, del raccoglimento. Venerdì, alle 10.30, i funerali nella chiesa di Altichiero del 19enne Domenico Maurantonio, Domenico Maurantonio, studente morto a Milano: "Impossibile caduta accidentale"
lo studente del liceo Nievo di Padova morto dopo essere precipitato nella notte tra sabato e domenica per cinque piani, da una finestra dell'hotel Leonardo Da Vinci, nella periferia di Milano, dove era in gita per visitare l'Expo.

IL PRETE. "Ci sentiamo tutti piccoli di fronte a un fatto come questo". Così ha esordito il parroco don Lorenzo all'arrivo del feretro, coperto di fiori, in una chiesa gremita all'inverosimile per una cerimonia composta. "Se tutta la verità è uscita bene, se ce n'è ancora di nascosta sotto il magone e la paura speriamo che la si lasci uscire al più presto, per quanto male possa fare - ha detto il religioso nel corso dell'omelia - perché solo con la verità c'è futuro e libertà".

IL PAPÀ. Al termine della messa, il papà di Domenico, Bruno, ha dedicato dall'altare alcune parole in memoria del figlio: "Tutti abbiamo un debito di verità e coscienza nei confronti di Domenico. Era il mio amico, il mio eroe. Mi prendeva in giro perché ero troppo vecchio, ma lui ci ha lasciato troppo giovane. Per raccontarlo mi ci vorrebbero 19 anni, non so se avrò la forza di andare avanti. Ha lasciato qualcosa di importante - ha detto ancora - che noi dobbiamo portare avanti".

IL PROF. Molti i giovani presenti anche sul sagrato. All'uscita in tanti hanno abbracciato commossi i genitori. Nessun commento della preside del liceo frequentato da Domenico e dagli altri suoi insegnanti, chiusi in uno stretto riserbo. Solo poche parole da Fabio Coppo, professore di educazione fisica, uno dei docenti che hanno accompagnato le due classi nella gita a Milano finita così tragicamente: "È difficile capire cosa sta passando per la testa a questi ragazzi di fronte a questo lutto - ha spiegato a conclusione della cerimonia - di certo, hanno detto tutto quello che sapevano agli investigatori e la verità verrà fuori. Tra l'altro, si sono subito sottoposti volontariamente all'esame del Dna, perché non hanno nulla da nascondere".

GOLIARDATA O FESTINO DEGENERATO. Gli investigatori, che procedono per omicidio colposo, giovedì hanno interrogato nuovamente una decina di compagni di scuola di Domenico. Escluso il suicidio o la caduta accidentale (troppo alto da terra il davanzale della finestra per cui il giovane non potrebbe essere caduto "per sbaglio"), a portare alla sua morte potrebbe esserci stata una goliardata o un festino finito male. Sembra infatti che, oltre a bere in compagnia, il 19enne quella notte avesse accusato un forte malore allo stomaco (ma ancora non è chiaro - lo dirà solo l'autopsia - se abbia ingerito, magari involontariamente, un lassativo). Così, nel tentativo di espletare i suoi bisogni, avendo trovato il bagno chiuso, sarebbe arrivato volontariamente al davanzale della finestra. Resta invece ancora da chiarire quel "segno oblungo" trovato su uno degli avambracci del 19enne nella parte anteriore, che potrebbe far pensare a qualcuno che avesse tentato di tenerlo per evitare la caduta.

UNO SCONOSCIUTO NELL'HOTEL. La presenza di uno sconosciuto, un uomo di origine slave, al piano dell'albergo di Milano che ospitava gli studenti del Nievo, la stessa sera in cui morì Domenico, è stata poi segnalata agli investigatori dalla preside del liceo, Maria Grazia Rubini. Questi, stando alle informazioni ricevute dalla dirigente scolastica, avrebbe anche aiutato alcuni ragazzi ad entrare nella stanza con la chiave magnetica.

LA FOTO E L'ALLARME. Un'immagine del corpo a terra, scattata con un telefonino: in questo modo scioccante gli insegnanti del liceo padovano che accompagnavano gli studenti in gita avrebbero saputo della morte del loro allievo. La foto sarebbe stata mostrata da addetti dell'albergo agli insegnanti che si trovavano già nella saletta colazione.

LO SFOGO DELLA MADRE. Via Facebook, lo sfogo-denuncia della madre di Domenico, professoressa in un altro liceo cittadino, che, accusa: "Ho affidato il mio unico figlio, sano e in buona salute, all’istituzione scolastica. Mi verrà riconsegnato cadavere". E ancora: "Lo hanno lasciato morire solo [...]. Se fosse rimasto a casa - conclude - sarebbe ancora vivo. Avremmo chiamato l’ambulanza...".

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