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Domenico Maurantonio (fonte Facebook)

Domenico Maurantonio (fonte Facebook)

I compagni di classe di Domenico "Un uomo al 5° piano dell'hotel"

I ragazzi della quinta E del liceo Nievo di Padova raccontano in un'intervista esclusiva a Panorama la notte in cui è morto lo studente, precipitato dalla finestra di un albergo mentre era in gita a Milano

Un uomo al quinto piano dell'hotel della tragedia. Ne parlano i compagni di classe di Domenico Maurantonio - lo studente precipitato, nella notte tra sabato 9 e domenica 10 maggio, per cinque piani, da una finestra dell'albergo Leonardo Da Vinci, nella periferia di Milano - in un'intervista rilasciata in esclusiva a Panorama, in uscita giovedì.

"UN UOMO IN HOTEL". "Le ragazze che hanno dormito nella camera 531 - hanno raccontato - vicina alla finestra dalla quale Domenico sarebbe caduto, quando erano salite la prima volta in camera, verso le 23.30, avevano avuto difficoltà ad aprire la porta. Quell'uomo è arrivato alle loro spalle, ha preso la tessera e le ha aiutate. Lo hanno rivisto quando sono scese verso le 2.30: era ancora vicino alla finestra. Era sui 50 anni, senza capelli, con la barba. Non ha mai detto una parola".

LA NOTTE DELLA TRAGEDIA. Uno dei ragazzi ha riferito che "Domenico prima di mettersi a letto è andato a lavarsi i capelli. La porta del bagno aveva la serratura, ma senza chiave: non si poteva chiudere né da dentro né da fuori". Verso le 5.30 Maurantonio si sarebbe messo a dormire, su un letto matrimoniale che i ragazzi si sarebbero divisi in tre. Al centro ci sarebbe stato proprio il 19enne. "L'ultima cosa che ricordo - continua - è che mentre mi addormentavo avevo Domenico alla mia sinistra. Indossava una maglietta e dei pantaloncini scuri". Il compagno ricorda di essersi svegliato verso le 6.30: "Avevo la luce sulla faccia, ho notato l'assenza di Domenico, ho pensato fosse in bagno, mi sono riaddormentato".

LE IPOTESI SULLA MORTE DI DOMENICO. Su cosa sia capitato al loro compagno di classe: "Noi che lo conoscevamo escludiamo che possa essersi suicidato. Era sereno, faceva progetti per il futuro. Era uno con la testa a posto. Qualcuno potrebbe avergli fatto qualcosa, ma certo non può essere entrato in camera per sequestrarlo".

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