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Domenico Maurantonio

Domenico Maurantonio

Maurantonio, consulenze troppo discordi: gli investigatori tornano all'hotel di Milano Spunta l'ipotesi di omicidio colposo

Perizie troppo in disaccordo: i pubblici ministeri Giancarla Serafini e Alberto Nobili hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari di autorizzare un incidente probatorio

Era il 10 maggio dello scorso anno, quando Domenico Maurantonio, studente 19enne del liceo Nievo di Padova, morì in circostanze misteriose, precipitando dal quinto piano dell'hotel Da Vinci di Milano, dove si trovava, assieme ai compagni, in gita scolastica per visitare l'Expo.

CHIESTO L'INCIDENTE PROBATORIO. Una tragedia ancora senza un perché, e un "come". Come è morto Domenico? Era solo al momento della caduta? È stato un drammatico incidente o c'è dell'altro - magari qualcun altro - dietro la morte del 19enne? Una vicenda quantomai irrisolta, che divide diametralmente gli esperti incaricati, rispettivamente, dalla Procura e dal legale della famiglia del ragazzo, Eraldo Stefani. Tant'è che - come riportano i quotidiani locali - i pubblici ministeri Giancarla Serafini e Alberto Nobili hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari di autorizzare un incidente probatorio, avanzando l'ipotesi di omicidio colposo (Inizialmente, l'inchiesta era partita con l'ipotesi, poi archiviata, di istigazione al suicidio). Nuove perizie, quindi, sugli aspetti cinetici della caduta, per cercare di fare chiarezza, una volte per tutte. 

I CONSULENTI DELLA PROCURA. Secondo i periti nominati dalla Procura, non ci sarebbero elementi in grado di dimostrare la presenza di altre persone al momento della tragica caduta dalla finestra di Domenico. In più occasioni, i ragazzi che erano in gita con lui sono stati interrogati dagli investigatori della squadra Mobile di Padova e non si sarebbero mai contraddetti (l'inchiesta è infatti senza indagati): tutti avrebbero concordato nel riferire di avere salutato il ragazzo durante la notte, prima di mettersi a dormire, e di avere appreso l'accaduto solo l'indomani mattina a colazione. Le ipotesi possibili, secondo questi esiti, sarebbero solo quelle del suicidio o della caduta accidentale, quest'ultima potrebbe anche essere stata conseguenza di un malore (nel corridoio erano state trovate tracce di feci).

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I CONSULENTI DI PARTE. Diversamente la pensano i consulenti di parte incaricati dal legale fiorentino della famiglia Maurantonio, Eraldo Stefani. In un faldone da migliaia di pagine, gli esperti sostengono, infatti, che Domenico fu tenuto a testa in giù nel vuoto e che, una volta toccato il suolo, il suo corpo sarebbe stato spostato per depistare gli inquirenti. D'altronde, i genitori di Domenico non hanno mai creduto ad un gesto estremo da parte del figlio, né, tantomeno, ad una caduta accidentale, e in più occasioni avevano rivolto appelli ai compagni affinché raccontassero la verità. L'ipotesi è che il ragazzo sia stato sottoposto ad atti di bullismo. Quella notte, infatti, il 19enne aveva bevuto molto, ma lo aveva fatto poco prima di morire: gli esami sul corpo del giovane avevano evidenziato la presenza di una grande quantità di alcol nello stomaco, segno che Domenico - che i genitori hanno sempre sostenuto fosse astemio - non lo avesse ancora smaltito al momento della caduta. 

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