Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

La verità per Domenico, la pagina Facebook per 19enne morto in gita

Proseguono le indagini per chiarire cosa sia accaduto a Maurantonio, caduto dal quinto piano di un hotel a Milano. Sul social network oltre 800 persone chiedono giustizia. Al vaglio gli ultimi messaggi su Whatsapp

La pagina Facebook dedicata a Domenico Maurantonio (fonte Facebook)

È ormai trascorsa una settimana dalla tragica - e ancora non del tutto chiara - scomparsa di Domenico Maurantonio, Domenico Maurantonio, studente morto a Milano: "Impossibile caduta accidentale"
lo studente del liceo Nievo di Padova morto dopo essere precipitato nella notte tra sabato e domenica per cinque piani, da una finestra dell'hotel Leonardo Da Vinci, nella periferia di Milano, dove era in gita per visitare l'Expo.
Venerdì, durante i funerali del figlio, l'appello del padre Bruno, affinché la verità salti fuori, per dare, se non pace, almeno risposte ad una famiglia lacerata dal dolore. Alle parole del papà, si sono aggiunte quelle del parroco di Altichiero, don Lorenzo, che, nel corso dell'omelia, ha esortato a confessare quanto ancora possa esservi di taciuto, "nascosto sotto il magone e la paura".

LA PAGINA FACEBOOK PER DOMENICO. Chiedono verità anche le oltre 800 persone entrate a far parte della "comunità" virtuale "Domenico Maurantonio", nata nei giorni scorsi su Facebook. "Da quando è successo giro per il centro della nostra città portando addosso la frase di O. Montanari 'Chi sa, parli'", è uno dei commenti rilasciati da un utente. "Sono un insegnante di liceo. Anch'io accompagno i ragazzi in viaggio d'istruzione. Con questo post mi rivolgo a coloro che avrebbero dovuto 'sorvegliare' questi studenti e ai compagni di Domenico: come potete continuare a nascondervi dietro un muro d'omertà quando un vostro studente, un vostro compagno è morto. Parlate, dite ciò che sapete. Come potete vivere con questo senso di colpa?", questo un altro post sulla pagina dedicata a Domenico. E, ancora: "Il mio pensiero misto a dolore e angoscia va a questo ragazzo e alla sua famiglia, in particolare alla sua mamma. A chi tace sapendo di mentire, auguro che questa morte lo perseguiti per tutta la vita".

GOLIARDATA O FESTINO DEGENERATO. Intanto gli investigatori, che procedono per omicidio colposo, hanno interrogato i compagni di scuola di Domenico. Escluso il suicidio o la caduta accidentale (troppo alto da terra il davanzale della finestra per cui il giovane non potrebbe essere caduto "per sbaglio"), a portare alla sua morte potrebbe esserci stata una goliardata o un festino finito male. Sembra infatti che, oltre a bere in compagnia, il 19enne quella notte avesse accusato un forte malore allo stomaco (ma ancora non è chiaro - lo dirà solo l'autopsia - se abbia ingerito, magari involontariamente, un lassativo). Così, nel tentativo di espletare i suoi bisogni, avendo trovato il bagno chiuso, sarebbe arrivato volontariamente al davanzale della finestra. Resta invece ancora da chiarire quel "segno oblungo" trovato su uno degli avambracci del 19enne nella parte anteriore, che potrebbe far pensare a qualcuno che avesse tentato di tenerlo per evitare la caduta.

GLI ULTIMI MESSAGGINI SU WHATSAPP. Al vaglio degli inquirenti anche gli ultimi messaggini tramite Whatsapp, inviati e ricevuti da Domenico nelle ore appena precedenti alla morte. In quelle chat potrebbero nascondersi importanti verità su cosa sia realmente accaduto in quell'albergo, prima che il corpo del 19enne precipitasse nel vuoto. Ascoltata anche la fidanzatina del giovane, cui potrebbero essere state indirizzate le ultime parole virtuali del ragazzo.

UNO SCONOSCIUTO NELL'HOTEL. La presenza di uno sconosciuto, un uomo di origine slave, al piano dell'albergo di Milano che ospitava gli studenti del Nievo, la stessa sera in cui morì Domenico, è stata poi segnalata agli investigatori dalla preside del liceo, Maria Grazia Rubini. Questi, stando alle informazioni ricevute dalla dirigente scolastica, avrebbe anche aiutato alcuni ragazzi ad entrare nella stanza con la chiave magnetica.

LA FOTO E L'ALLARME. Un'immagine del corpo a terra, scattata con un telefonino: in questo modo scioccante gli insegnanti del liceo padovano che accompagnavano gli studenti in gita avrebbero saputo della morte del loro allievo. La foto sarebbe stata mostrata da addetti dell'albergo agli insegnanti che si trovavano già nella saletta colazione.

LO SFOGO DELLA MADRE. Via Facebook, lo sfogo-denuncia della madre di Domenico, professoressa in un altro liceo cittadino, che, accusa: "Ho affidato il mio unico figlio, sano e in buona salute, all’istituzione scolastica. Mi verrà riconsegnato cadavere". E ancora: "Lo hanno lasciato morire solo [...]. Se fosse rimasto a casa - conclude - sarebbe ancora vivo. Avremmo chiamato l’ambulanza...".

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