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Domenico Maurantonio (fonte Facebook)

Domenico Maurantonio (fonte Facebook)

Domenico, i compagni raccontano quella notte: "Noi non sappiamo"

La ricostruzione di due ragazzi della quinta E: prima la chiacchierata in camera, poi la foto nella hall dell'albergo, infine tutti a dormire. Verso le 6.30, la misteriosa assenza del 19enne, poi la scoperta della tragedia

Non saprebbero nulla sulla morte di Domenico Maurantonio, lo studente del liceo Nievo di Padova precipitato, nella notte tra sabato 9 e domenica 10 maggio, per cinque piani, da una finestra dell'hotel Leonardo Da Vinci, nella periferia di Milano, dove si trovava con i compagni per visitare l'Expo. A parlare, in un'intervista rilasciata al Mattino di Padova, sono due dei ragazzi che hanno trascorso con lui le ultime ore prima del vuoto temporale  in cui si è consumata la tragedia: dalle 5.30 (orario dell'ultimo messaggio inviato dal cellulare del 19enne) alle 7 (quando un imbianchino ha trovato il suo corpo senza vita, con accanto slip e pantaloncini).

IL RACCONTO DEI COMPAGNI. Secondo i due compagni, non ci sarebbe stato alcun festino quella notte, solo una chiacchierata in camera, a toni moderati, davanti ad una bottiglia di liquore alla prugna, che si sarebbero divisi in cinque (tra loro anche Domenico). Il gruppetto, tutti maschi, verso le 3.20 sarebbe sceso nella hall, e qui lo studente padovano avrebbe scattato una foto a tutti, poi inviata tramite Whatsapp al gruppo della classe. La combriccola sarebbe andata a letto alle 5.30, compreso Domenico. Un'ora più tardi, uno dei compagni di stanza si sarebbe accorto dell'assenza del 19enne. Occhiali, portafoglio e telefono cellulare erano lì, ma lui no. I ragazzi lo avrebbero cercato, fino all'arrivo della polizia. Solo a quel punto avrebbero scoperto cos'era accaduto al loro amico.

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