Cronaca Stanga / Via Longhin

Don Bizzotto si mobilita per due nomadi del campo di via Longhin

Attraverso l'associazione "Beati i costruttori di pace", la richiesta di trasferimento per due rom agli arresti domiciliari dopo il blitz di giugno. Ma le due abitazioni alternative non sono risultate idonee ad ospitarli

Don Albino Bizzotto e l'associazione "Beati i costruttori di pace" si mobilita per Betty B. e Megaiber S., due nomadi, di etnia rom, che fanno parte del gruppo criminale, ritenuto responsabile di furti e rapine in particolare nei confronti di rappresentati orafi e furgoni portavalori, sgominato lo scorso giugno.

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RICHIESTE RESPINTE. Per i due, don Albino, come riporta Il Gazzettino di Padova, avrebbe presentato al giudice Cristina Cavaggion due proposte di alloggi in cui avrebbero potuto scontare i domiciliari. Al momento la donna si troverebbe al campo nomadi di via Longhin, l'uomo a casa della suocera a Padova. Per lei, don Bizzotto avrebbe messo a disposizione un appartamento in via Roma a Saletto, ma l'abitazione sarebbe oggetto di un contenzioso tra i vari eredi, tutti proprietari dello stabile in egual misura. Niente da fare neanche per la seconda proposta, un terreno a Villa Estense, con una roulotte, in condizioni dignitose, che avrebbe accolto Megaiber S.: il proprietario sarebbe infatti un pregiudicato. Entrambe le richieste sarebbero, quindi, state respinte.

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