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Don Albino Bizzotto

Don Albino Bizzotto

Sciopero della fame per l'ambiente Don Bizzotto invitato in Regione

Il presidente del consiglio Veneto Ruffato ha portato a Padova la solidarietà al sacerdote 74enne che dal 16 agosto ha intrapreso un digiuno come forma estrema di sensibilizzazione sul territorio

Nell'incontrare lunedì don Albino Bizzotto davanti al camper di via Da Tempo, quartier generale dei Beati i costruttori di Pace e della protesta del digiuno che sta impegnando dal 16 agosto il sacerdote 74enne, il presidente del consiglio regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato ha proposto un incontro istituzionale a palazzo Ferro Fini, nel quale don Albino possa illustrare ai capigruppo i motivi della propria iniziativa e le proposte che la sostengono, una estrema forma di sensibilizzazione e di responsabilizzazione collettiva verso il consumo di territorio e lo spreco ambientale. 

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LIMITARE CEMENTIFICAZIONE. ''Sono venuto per invitare don Albino in Consiglio regionale per dibattere insieme ai capigruppo e ai consiglieri cosa è possibile fare per limitare la cementificazione del territorio che in quarant'anni si è mangiata in Veneto un territorio pari all'intera provincia di Rovigo - ha detto Ruffato, firmando il registro di quanti hanno reso testimonianza a don Albino e scorrendo con lui l'elenco delle 27 grandi opere realizzate o in corso di realizzazione in Veneto, gran parte delle quali facendo ricorso alle risorse dei privati con lo strumento del project financing - Ho sentito il bisogno di esprimere a don Albino vicinanza, solidarietà e gratitudine per un'iniziativa che ci obbliga tutti a riflettere sulla necessità di scelte e di comportamenti istituzionali e individuali non più eludibili, a difesa dell'ambiente, della dignità delle persone, della responsabilità di consegnare alle generazioni future un territorio fertile e vivibile''.

RECUPERO E RICONVERSIONE DELL'ESISTENTE. "Sarà un confronto e in uno scambio di informazioni e di opinioni sicuramente utili per tutti'', hanno concordato i due. ''Come ho avuto occasione di sottolineare nell'incontro tenutosi l'11 aprile scorso nella sede del Consiglio con le associazioni ambientaliste venete, presente lo stesso don Bizzotto - ha ricordato Ruffato - la Regione, in un contesto di ampia consultazione e di coinvolgimento di associazioni e operatori, sta operando scelte di programmazione urbanistica e territoriale ispirate ad un recupero del patrimonio edilizio esistente, alla riconversione delle aree industriali dismesse, a interventi a sostegno dell'ambiente e del prezioso ruolo del mondo agricolo''.

LE DOMANDE DI DON BIZZOTTO. ''Mi auguro che questa iniziativa, insieme ai numerosi interventi di solidarietà che si stanno moltiplicando in Veneto - ha concluso il presidente Ruffato - permetta a don Albino Bizzotto a sospendere una forma di protesta così estrema qual è lo sciopero della fame''. Da parte sua don Bizzotto ha dato piena disponibilità all'incontro cogliendo l'occasione per anticipare i quesiti che intende porre ai politici e alla coscienza di tutti cittadini con la sua protesta non violenta: ''fino a quando sarà sostenibile il modello di crescita di un Veneto che ha consumato oltre il 20 per cento della propria superficie coltivabile? Chi pagherà il conto delle grandi opere che ipotecano per decenni i conti della finanzia pubbica? Serve davvero il nuovo ospedale di Padova in una stagione di progressiva contrazione della sanità pubblica? Chi disinquinerà il fondo stradale della Valdastico Sud sotto la quale sono stati interrati scarti di fonderia e residui non ben identificati? Il Veneto ha davvero bisogno di una nuova città 'fittizia' come Veneto City, tra Mestre e Padova, per ospitare centri commerciali e uffici in anni di decrescita economica?''.

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