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Donazione organi: "Studenti indotti a firmare dall'Aido senza i genitori"

Il caso in un istituto superiore di Cittadella dove l'associazione ha tenuto una conferenza e proiettato un video. "Fuori dalle scuole" tuona la Lega nazionale contro la predazione di organi e la morte a cuore battente

Una conferenza dell'Aido (Associazione Italiana per la donazione di organi) in un istituto superiore di Cittadella si è trasformata in un vero e proprio caso, conclusosi con una studentessa che avrebbe deciso di cambiare scuola e con l'attacco frontale della Lega nazionale contro la predazione di organi e la morte a cuore battente, che con una nota invocante: "Fuori l'Aido dalle scuole", ha accusato l'associazione di aver "indotto i ragazzi a sottoscrivere l'assenso all'espianto di organi e tessuti all'insaputa dei genitori e soprattutto senza la precisazione che l'espianto è praticato su persona a cuore battente e sangue circolante, sotto farmaci paralizzanti".

"I GENITORI AVRANNO LE MANI LEGATE". Tutto ha inizio il 5 febbraio scorso quando l'Aido tiene un incontro nella scuola in questione. "Previa proiezione di un video ad alto impatto emotivo - accusa Nerina Negrello, presidente della Lega contro la predazione di organi e la morte a cuore battente - hanno messo a disposizione dei ragazzi moduli di adesione all'Aido e moduli del ministero della Sanità per la dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti." "Entrambi i moduli - scrive la Negrello - in calce riportano riferimenti normativi incomprensibili al cittadino, imprecisi, contraddittori e fuorvianti rispetto alla legge specifica per la dichiarazione di volontà, L.91/99 art.5, che invece prevede un Decreto Attuativo dettagliato che non è stato ancora emanato dopo 15 anni. La famiglia avrà le mani legate da queste firme, infatti ai ragazzi non è stato detto che la loro incauta firma di donazione condannerà i loro genitori alla perdita del diritto di opposizione e di protezione e difesa dei loro figli (L.91/99 art.23 c.3)".

LA PROTESTA DEI GENITORI. "Per fortuna ci sono ancora genitori capaci di indignazione e di azione di fronte al tradimento della scuola che indottrina e non educa al pensiero critico - prosegue la nota - I genitori di una studentessa del liceo in questione, indignati hanno scritto alla preside e al provveditore. Si è poi scatenata da parte di alcuni professori in aula  e su Facebook una violenza verbale offensiva contro la studentessa “non allineata” e i suoi genitori. La ragazza, ferita moralmente, ha deciso di cambiare scuola". "Presidi, professori e familiari - conclude la Negrello - dovrebbero essere memori di quei tre ragazzi che nel '95, nella fragilità adolescenziale, si suicidarono per 'donare' gli organi, evidentemente gli agit-prop non avevano loro spiegato bene che i morti veri non sono adatti ai trapianti".

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