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Paziente salvato dal trapianto: mezzo milione di euro in eredità all'ospedale

Ex barista veneziano deceduto sette anni fa e fra i primi "trapiantati", ha lasciato in eredità all'azienda ospedaliera di Padova un complesso immobiliare di sua proprietà

Come ultimo desiderio, avrebbe avuto quello di donare un'ingente quantità di denaro alla ricerca e, nello specifico, all'azienda ospedaliera di Padova. È la storia di Ettore Smania ex barista di Stra (Venezia) ed a raccontarla è Il Gazzettino.

RICERCA. L'uomo credeva fortemente nella ricerca, essendo stato tra le prime persone, in Italia, ad aver beneficiato di un cuore nuovo ed aveva messo nero su bianco le sue intenzioni. L'agenzia del Territorio ora avrebbe fatto una prima stima del valore dell'intero complesso, che si aggirerebbe intorno ai 563mila euro.

LASCITO. Sarà però l'Agenzia delle Entrate di Padova a valutare il valore preciso del cosìdetto "lascito Smania". La beneficiaria dell'ingente somma sarebbe quindi l'azienda ospedaliera dell'università di Padova, ed in particolare un progetto di ricerca che ha l'obiettivo di sviluppare un cuore artificiale.

DONAZIONE. La stessa èquipe diretta dal professor Gino Gerosa ha già ottenuto un primo finanziamento dalla Fondazione Cariparo di un milione di euro, grazie al quale si sarebbe potuto studiare a fondo un primo sistema che permetterebbe al cuore artificiale di rimanere in vita. La strada però è ancora lunga, e la meta ora è un po' più vicina anche grazie alla donazione di Ettore Smania.

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