Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Incappucciata e pestata la sera di Natale: arrestato l'ex compagno

Svelato il giallo dell'aggressione subita da una 30enne di Grantorto il 25 dicembre scorso: l'ex voleva vendicarsi per essere stato cacciato da casa dopo essere stato scoperto a consumare della droga con gli amici

Aveva da subito assunto i contorni di un giallo l'aggressione subita la sera di Natale da una 30enne residente a Grantorto che la sera del 25 dicembre era stata incappucciata, picchiata e sequestrata dentro casa da due uomini che non avevano proferito parola ed erano poi fuggiti senza rubare nulla. A due mesi di distanza è arrivato l'esito delle indagini avviate dai carabinieri di Gazzo Padovano e del Norm di Cittadella che venerdì mattina hanno arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere Simone A., 36enne di Pernumia ex convivente della donna con l'accusa di sequestro di persona aggravato e lesioni personali aggravate da motivi abbietti, in concorso con Valter R., cittadino moldavo residente a Padova al quale è stato notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L'EX COVAVA VENDETTA. Il 36enne, allontanato dall’abitazione dalla propria compagna perché sorpreso alcuni mesi prima a consumare droga assieme ad altri amici, dopo aver tentato di ricucire il rapporto avrebbe covato sentimenti di vendetta nei confronti della donna. In particolare, dopo aver contattato l’amico moldavo e avergli fatto credere di voler fare uno "scherzo" alla ex compagna simulando una tentata rapina, la sera del 25 dicembre scorso, dopo aver caricato in macchina lo straniero ed essersi fermato ad acquistare della cocaina (consumata poco dopo), si è recato nell’abitazione di Grantorto della quale aveva ancora le chiavi. Poco prima di entrare nell’appartamento ha rivelato all’amico le sue reali intenzioni, ovvero di voler violentare la ragazza. Il moldavo, non credendo a quanto detto, ha seguito il complice all’interno dell’abitazione.

Simone A.L'AGGRESSIONE. Dopo circa 30 minuti la donna è rientrata a casa e nell’aprire la porta si è accorta della presenza di estranei ma non ha fatto in tempo a dare l'allarme, l'ex compagno l'ha afferrata per le braccia e trascinata all’interno. A quel punto il moldavo, resosi conto che l'amico non scherzava nei suoi intenti criminosi, avrebbe assunto un atteggiamento quasi passivo aiutando il 36enne solo in parte. L'aggressore, una volta compreso che da solo non avrebbe mai potuto legare e violentare la donna, aveva cominciato a picchiarla dopo averla incappucciata con un accappatoio, per poi chiuderla all’interno della camera da letto. I due si sono allontanati forzando la finestra del bagno per simulare un intrusione da parte di estranei.

LE INDAGINI. I primi accertamenti hanno consentito però di escludere che il movente potesse essere riconducibile ad un furto poi tramutatosi in rapina, e quindi le indagini si sono concentrate sulle persone più vicine alla donna in particolare l'ex compagno con il quale i rapporti erano tesi da tempo. L'alibi fornito dall'uomo non trovava riscontri, da qui la raccolta, da parte dei carabinieri, di diversi elementi che avrebbero comprovato la sua responsabilità e che hanno consentito al pubblico ministero Benedetto Roberti di richiedere i provvedimenti restrittivi e al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Padova di emetterli.

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