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"Ci tieni al tuo posto?": l'incubo dei ricatti sessuali su lavoro, cifre choc

Dai 25 ai 60 anni, con un crescendo tra i 35 e i 45. Laureate e no, ma soprattutto italiane. Sono i numeri della violenza subita dalle donne padovane dai propri titolari. Progetto Donna Oggi riceve 60 segnalazioni al mese

Donne disperate, in cerca di un lavoro: qualsiasi lavoro. Disposte a tutto per mantenere la propria famiglia, o anche solo per bastare a se stesse. Ripiegano su annunci di qualsiasi tipo, per lo più richieste online, su Facebook o sui tanti giornali che disseminano profili ricercati e promettono carriera e remunerazione. Così spesso manca il filo diretto con l'azienda che assume e dopo qualche mese il datore di lavoro parte all'attacco: "Vuoi tenerti il posto?". E non è difficile immaginare le condizioni dell'"accordo".

VIOLENZA SUL LAVORO. Avances, proposte indecenti e molestie di ogni genere. Abusi di ruolo su prede facili, specialmente ora, che la crisi semina panico ma non lavoro, e trovarne uno è merce rara. Progetto Donna Oggi, associazione volontaria che da 25 anni opera sul territorio di Padova e provincia a sostegno delle vittime di abusi e violenze, segnala un crescendo preoccupante di casi di vero e proprio mobbing nei confronti di donne dai vent'anni, fino anche ai 60: "Viaggiamo su una media di due denunce al giorno, circa sessanta in un mese - dichiara Mara Bertini, presidente dell'associazione - anche se le età più gettonate sono quelle dai 35 ai 45 anni, soprattutto italiane".

PAURA DI DENUNCIARE. Lo sportello di Rubano, concesso gratuitamente dal Comune, raccoglie segnalazioni quotidiane. C'è da dire che si tratta per lo più di contatti telefonici. Sono poche le vittime che si azzardano a mettere piede nella struttura. Troppo il timore di venire allo scoperto, rischiando di perdere un posto per cui, giocoforza, sono costrette a lottare con le unghie. Se già è difficile presentarsi personalmente a chiedere aiuto ai volontari di Progetto Donna Oggi, ancora più remota, per molte di loro, l'ipotesi di denunciare alle forze dell'ordine gli abusi di cui sono state oggetto: "Noi proviamo ad indurle - spiega sconsolata Mara Bertini - ma verrebbero schedate, trovare un altro impiego sarebbe difficile, e soprattutto - continua la presidente dell'associazione - chi le aiuterebbe in tutto il percorso che ruota attorno alla denuncia?".

ASSOCIAZIONE IMPOTENTE. Già, perché Progetto Donna Oggi è un gruppo di volontari senza alcuna delega specifica: "Possiamo ascoltarle - prosegue la Bertini - ma non abbiamo alcun potere o tutela di legge". Tuttavia il lavoro svolto dall'associazione da oltre due decenni è vistoso: "Ci siamo fatti molta pubblicità, tra sagre, eventi, supermercati - spiega ancora la presidente - per sensibilizzare le persone e perché le vittime sapessero di poter fare riferimento a noi per un aiuto". 20 professionisti, 30 volontari, 40 soci e oltre 1000 sostenitori: sono i numeri che stanno dietro al progetto assistenziale con sede a Rubano.

NUMERI DA INCUBO. Ai bei numeri, si aggiungono però le cifre sconsolanti che, soprattutto negli ultimi mesi, stanno raggiungendo picchi impressionanti: "Fino a qualche mese fa - riferiscono dall'associazione - erano molte meno le donne che si rivolgevano al nostro sportello. Ora la quantità è discontinua, ma la media si è alzata notevolmente, raggiungendo anche le 70 segnalazioni mensili". Preoccupano anche le categorie bersagliate, anche perché è difficile individuarle nel mare magnum di abusi che vanno dal negozietto alla grande azienda, dal pubblico al privato, dalla ragazzina alla donna matura. "Ci sono picchi, certo - sottolinea Mara Bertini - ma anche le donne di una certa età vengono prese di mira".

CONTRATTI FARLOCCHI. O si sottopongono alle richieste perverse dei propri datori di lavoro o vengono licenziate in tronco. O peggio: vengono indotte a licenziarsi. Uno stress psicologico che costringe la donna stessa a rassegnare le proprie dimissioni: "per motivi personali". Grosso tarlo sono infatti i contratti con cui queste donne vengono assunte, aggiunge Mara Bertini: "Fasulli o incomprensibili, e le ragazze o le signore non sanno come impugnarli. Spesso - continua - persino le attività sono fasulle, o non esistono oppure vivono qualche mese, poi i titolari e l'azienda svaniscono nel nulla". 

VITTIME LAUREATE. Sbalordisce che molte denunce all'associazione provengano da persone con una laurea a curriculum: "Sono donne con un titolo di studi, ma si adattano a fare anche le badanti o qualsiasi tipo di lavoro, anche non attinente al proprio percorso professionale - specifica la Bertini - non è dunque così inspiegabile il fenomeno: dipende molto dal ruolo, dalle gerarchie".

PROGETTO DONNA OGGI. 25 anni di esperienza a contatto con le vittime di una strage che va avanti da sempre, ma con gli anni non fa che acuirsi. Progetto Donna Oggi al momento opera a Rubano, come può. Monitora l'intera provincia di Padova, ma vorrebbe fare di più: "Abbiamo le mani legate - dichiara la Bertini - cerchiamo di dare lavoretti con cooperative, perché abbiamo molti contatti sul territorio, ma siamo pur sempre dei volontari - e conclude - speriamo nella nuova amministrazione comunale, perché ci sostenga".

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