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Operazione "Argine fiorito", due arresti: accertato un giro d'affari di 110mila euro

La distribuzione degli stupefacenti avveniva in un casolare abbandonato della Bassa, dove la droga veniva ceduta agli acquirenti da una finestra, come se si trattasse di merce consegnata al bancone di un negozio, o alla luce del sole

Sono accusati di spaccio continuato in concorso i due nordafricani arrestati giovedì mattina dai carabinieri di Battaglia Terme, in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Cristina Cavaggion, dopo una lunga e complessa attività d'indagine.

COCAINA E HASHISH. I due, S.I., 30enne tunisino, residente a Padova, già conosciuto nell’ambiente dello spaccio con il soprannome “Dia”, e A. H.,  23enne marocchino, domiciliato a Padova, ma di fatto senza una dimora stabile, conosciuto negli ambienti con i soprannomi di “Bashmak o Hussein”, sono accusati di aver ceduto, dal giugno 2015 ad oggi, cocaina ed hashish a numerose persone nelle zone di Battaglia Terme, Abano Terme, Due Carrare, Monselice, Conselve, Montegrotto Terme, Albignasego, Agna, Tribano e Cartura.

ARGINE FIORITO. L’indagine, che ha assunto la denominazione “Argine Fiorito” e che trae origine dalla omonima manifestazione che si svolge il primo maggio a Battaglia Terme, è iniziata nel giugno 2015 con il sequestro, eseguito a carico di ignoti, di un involucro contenente 13 grammi di eroina, trovati nascosti all’interno di un casolare abbandonato da parte del nucleo operativo e radiomobile di Abano Terme.

CASOLARE. I primi servizi di osservazione hanno fatto emergere che il casolare era utilizzato dai due nord africani come luogo di distribuzione di stupefacenti. Droga che veniva consegnata agli acquirenti da una finestra come se si trattasse di merce venduta al bancone di un negozio.

"GIRO D'AFFARI". Nel tempo, gli investigatori hanno potuto constatare che i due pusher consegnavano la merce anche alla luce del sole. In sella alle loro biciclette, seguivano tutte le località lungo il canale Battaglia, per consegnare la merce. La cessione avveniva sulle panchine dei parchi o addirittura sui tavoli da pic-nic posizionati nelle vicinanze del castello del “Cattajo”. Un "giro d'affari" accertato pari a quasi 110mila euro, dal 2014 ad oggi; 5 i chili di droga ceduta.

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