Ebola in ospedale a Padova? Tutti negativi i casi sospetti: è malaria

Nel reparto Malattie infettive del nosocomio civile sono scattati i protocolli per un nigeriano e un istriano, più un terzo soggetto, colpiti da febbre alta e sintomi dubbi, l'allarme si è però sgonfiato a fronte degli esiti

AGGIORNAMENTO ORE 19.30. Sono tutti negativi i sospetti casi di Ebola ricoverati all’Azienda ospedaliera di Padova. Lo rende noto il settore Igiene pubblica e Prevenzione della regione Veneto, informato degli esiti degli esami effettuati. I pazienti valutati erano in tutto tre. Per due di essi la diagnosi è di malaria. Il terzo, che presentava un modesto rialzo della temperatura corporea, è sfebbrato senza problemi e non è più considerato un soggetto a rischio.

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Sono state prese tutte le precauzioni del caso, stabilite da rigorosi protocolli sanitari, all'ospedale civile di Padova, in seguito al ricovero, nel reparto Malattie infettive, di due pazienti, un nigeriano e un istriano, colpiti nelle scorse ore da febbre alta e sintomi tali da non escludere, almeno inizialmente, che potessero aver contratto il virus dell'ebola, una forma di febbre emorragica grave che si trasmette attraverso il contatto con sangue e altri fluidi biologici infetti.

FORSE MALARIA. Applicati tutti i dispositivi di protezione del caso ed effettuati accertamenti ed esami clinici accurati nei confronti dei due pazienti, isolati in due stanze separate, come riporta il Gazzettino, nel pomeriggio di martedì, dagli esiti i medici hanno ritenuto di escludere che per il nigeriano si potesse trattare di ebola, propendendo piuttosto per un caso di malaria. Valutazioni sono invece ancora in corso nei confronti dell'istriano, anche se, pure per quest'ultimo, il contagio da ebola parrebbe scongiurato, trattandosi più probabilmente sempre di malaria.

LA SMENTITA. Mercoledì mattina l'azienda ospedaliera di Padova ha spiegato che, al momento, non risulta nessun paziente con una diagnosi confermata di Ebola. "In ogni caso - fanno sapere da Padova - il nostro centro malattie infettive, che è hub regionale, è pronto ad affrontare eventuali situazioni che si dovessero presentare, secondo i protocolli predisposti".

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