Due padovani in Sierra Leone per combattere l'epidemia di ebola

La comunicazione arriva dall'associazione Medici per l'Africa Cuamm. Giovanni Putoto sarà responsabile della programmazione, Matteo Bottecchia, assisterà il capo progetto. Zaia: "Coraggiosi volontari"

Lo staff Cuamm a Zimmi, durante una visita per rifornire il centro di salute di attrezzature e materiali di protezione (foto sito Cuamm)

Sono due i padovani partiti alla volta della Sierra Leone, in supporto al team sul posto per far fronte all'epidemia di ebola nel distretto del Pujehun: Giovanni Putoto, responsabile programmazione di Medici con l'Africa Cuamm, e Matteo Bottecchia, con funzioni di assistente al capo progetto.

PUTOTO. "È come un'ossessione insopprimibile che non ti abbandona e non ti dà pace - ha dichiarato Putoto all'arrivo nel paese - non la vedi, ma è dappertutto che ti insegue e ti perseguita. È l'epidemia dell'Ebola che ha sequestrato le vite e le menti della gente della Sierra Leone. I dati si rincorrono uno dopo l'altro e sono sempre più negativi. I casi di Ebola aumentano anche se in uno stato di perfetta equità. Non ci sono disuguaglianze sociali, di genere o di generazione in questa malattia".

BOTTECCHIA. "È un paese disorientato quello che accoglie il nostro arrivo, in un aeroporto deserto - così Bottecchia descrive Freetown, la capitale della Sierra Leone - la presenza di Ebola si legge fin dai primi passi fuori dall'aeromobile, accolti da acqua clorinata per lavarsi le mani, materiale informativo sull'infezione, check point sanitari appena dopo i controlli doganali. La macchina della prevenzione al primo impatto pare ben rodata, funzionante, ma resta nell'aria una sensazione d'attesa, di timore e incertezza".

CUAMM. Medici con l’Africa Cuamm continua dunque a sostenere i due centri di isolamento: uno nell’ospedale di Pujehun, l’altro a Zimmi, una delle aree focolaio, assicurando medicinali, strumenti di protezione (mascherine, guanti, occhiali, stivali, grembiuli, clorina), ma anche gasolio, telefoni, cibo, acqua, materiali per costruire.

ZAIA. “I padovani Giovanni Putoto e Matteo Bottecchia e tutti gli altri coraggiosi volontari del Cuamm che si stanno prodigando per fronteggiare l'ebola e curare le persone colpite in Africa sappiano che la regione del Veneto è e sarà orgogliosamente al loro fianco in ogni modo possibile - ha dichiarato il govenatore del Veneto, Luca Zaia - questi uomini e donne ammirevoli stanno combattendo una durissima battaglia per la vita e se, come Regione, potremo essere loro utili, basta che ce lo facciano sapere. Il Veneto, per tutto quanto possibile, risponderà ci siamo. Per ogni istituzione del mondo, piccola o grande - ha concluso Zaia – è un dovere morale adoperarsi perché questo incubo mortale possa finire e il Veneto, terra di volontariato per antonomasia, popolata da gente generosa, di sicuro non si tira indietro”.  

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