Svastiche e insulti, scempio alla sede del Catai: l'attacco politico diventa esplicito

Simboli inequivocabili dell'estrema destra, danni e un'effrazione in piena regola. É l'ennesima intimidazione al collettivo di sinistra, di nuovo nel mirino dei vandali

Parte dei graffiti comparsi sui muri del Catai

Se tre indizi fanno una prova, il nuovo episodio di vandalismo macchiato di politica consumato tra le pareti del Catai è la conferma di un'azione mirata contro gli ideali promossi dallo spazio sociale.

Intimidazioni

Un gesto intimidatorio esplicito, marcatamente diverso dai precedenti. A fare l'amara scoperta sono stati due affiliati nella tarda mattinata di giovedì. Arrivati come ogni giorno alla sede di ponte San Leonardo hanno trovato la porta d'ingresso divelta, ma era nulla a confronto con quanto successo all'interno. Nella sala al piano terra alcuni libri sono stati gettati sul pavimento, ma il vero scempio si è consumato al piano inferiore. Una croce celtica sulle mattonelle e due svastiche, una sulla parete e una sul telo per le videoproiezioni, accompagnata da un iconico appellativo «Merde».

Il sopralluogo

Un atto che parla da sè, sia stato compiuto da appartenenti a gruppi dell'estrema destra o solo da emulatori. Alle 12.30 è arrivata sul posto una pattuglia della polizia per il sopralluogo. Il portone in legno sarebbe stato sfondato a spallate, non ci sono evidenti segni di scasso provocati da strumenti. I graffiti sono stati fatti con due bombolette spray trovate all'interno del circolo. Forse la loro presenza ha permesso di dare sfogo alla dubbia creatività dei vandali risparmiando danni peggiori alla struttura. L'effrazione si è consumata dopo la mezzanotte, quando i membri erano rincasati.

Escalation preoccupante

Inevitabile collegare l'episodio a quanto successo nella notte tra il 4 e il 5 dicembre. Due volantini affissi all'esterno della porta erano stati bruciati. Danni limitati a cui il collettivo Catai, braccio padovano di Potere al Popolo, aveva scelto di non dare un peso eccessivo sperando in una bravata fine a sè stessa. «Avevamo reagito in modo ironico» spiega il portavoce Luca Lendaro «Evidentemente la grande solidarietà ricevuta dopo che la vicenda era stata resa nota dalla stampa e sui social ha provocato qualche fastidio nella destra estrema. Se uniamo questi due episodi alla comparsa di una svastica sui muri esterni dell'anno scorso, è lampante il fatto che ci stiano prendendo di mira».

"Sorridiamo. Un altro modo per mostrare i denti“

Gli attivisti non hanno alcuna intenzione fare passi indietro, forti dell'appoggio di tante persone e realtà del territorio. «Stiamo ricevendo decine di messaggi di solidarietà» prosegue Lendaro «Tanti si sono offerti di aiutarci a sistemare i danni. La nostra attenzione resta alta, ma non ci faremo certo scoraggiare». Le iniziative proseguono e per dare una risposta concreta domani (venerdì ndr) dalle 18 saranno organizzati un aperitivo antifascista natalizio e a seguire un corteo per il centro. Uno dei titoli proposti per la manifestazione è esplicito: "Sorridiamo. Un altro modo per mostrare i denti“. «É il nostro modo per dimostrare che l'aggressività non porta a nulla e gridare al mondo che non è accettabile che in questo Paese non vi siano prese di posizione ferme da parte delle autorità nei confronti delle realtà di estrema destra che inneggiano al fascismo. Noi andiamo avanti, senza paura» concludono.

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