Cinghiali all'attacco, la devastazione continua: dai colli Euganei all'Alta Padovana

Coldiretti Padova segnala: "Vigneti e colture in maturazione distrutte, ormai gli animali non si fermano davanti a nulla e si muovono indisturbati anche in pieno giorno"

I cinghiali avvistati sui Colli Euganei e nell'Alta Padovana

Dai colli Euganei all’Alta padovana i cinghiali ormai rischiano di diventare padroni incontrastati di interi territori, minacciando seriamente il futuro dell’agricoltura. Per l’ennesima volta Coldiretti Padova denuncia l’impatto devastante sul territorio dovuto alla proliferazione incontrastata degli ungulati che provocano danni ingenti ad ogni genere di coltivazione e mettono a rischio la sicurezza di chi vive e lavora sul territorio.

SEGNALAZIONI. “Tutti devono sapere cosa succede sui nostri colli Euganei, fra i vigneti ma anche nei campi di tutta l’area pedecollinare – afferma Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova – dove centinaia di esemplari girano indisturbati in branchi più o meno numerosi. Ogni giorno riceviamo segnalazioni e foto da parte degli agricoltori esasperati, arrabbiati e impotenti. Li vediamo immortalati di sera nei pressi delle abitazioni, degli agriturismi e dei ristoranti, creando anche un grave pericolo per la sicurezza stradale".

INCIDENTI. "Ormai gli incidenti causati dai cinghiali sono una consuetudine, così come gli avvistamenti su tutto il territorio - continua Miotto - Da Cinto Euganeo a Torreglia, da Este a Teolo lo scenario è ugualmente desolante, con un dettaglio significativo. Ormai i cinghiali non temono più la presenza dell’uomo e si muovono indisturbati anche in pieno giorno, alla luce del sole. Li sorprendiamo fra i nostri vigneti e nei campi di frumento, come testimoniano numerose foto. Gli agricoltori corrono il rischio di essere caricati da cinghiali che scorazzano insieme ai loro cuccioli e anche gli escursionisti non possono dirsi tranquilli". 

CAMPI. "Raccogliamo lo sfogo di imprenditori che si sono visti “arati” dai cinghiali i campi appena seminati, altri invece che trovano veri e propri sentieri aperti in mezzo al grano in maturazione oppure grosse buche intorno alle vigne - sottolinea il presidente di Coldiretti Padova -  Ormai non vale neanche la pena fare la conta dei danni”.

ALTA PADOVANA. Coldiretti Padova sta raccogliendo segnalazioni sempre più numerose anche nell’Alta padovana, in particolare a Tombolo, dalle aziende agricole che si trovano non lontane dalla palude di Onara, nella quale ha trovato rifugio una nutrita colonia di cinghiali. “Nelle ultime settimane siamo in emergenza. – raccontano alcuni agricoltori della zona – I cinghiali escono  dalla zona della palude e vengono in cerca di cibo nei nostri campi di mais appena seminati. In diverse occasioni siamo stati costretti a seminare di nuovo, altri invece hanno rinunciato per non correre il rischio di trovarsi di fronte ad una seconda devastazione. Inoltre ormai quando giriamo per la campagna abbiamo anche paura di scendere dall’auto perché  i cinghiali  ci caricano, anche in pieno giorno. Noi invece abbiamo le mani legate, non possiamo alzare un dito mentre assistiamo alla distruzione del nostro lavoro”.

PIANI DI CONTROLLO. “La situazione è questa ormai da troppo tempo – evidenzia Miotto – intanto stiamo ancora aspettando una seria azione da parte delle istituzioni. Al Parco Colli abbiamo chiesto di destinare maggiori risorse e uomini per gli abbattimenti e il controllo della diffusione dei cinghiai. Abbiamo sollecitato la Provincia di Padova ad intervenire anche in tutte le aree extra Parco".

REGIONE. "Giusto in questi giorni la Regione approverà la prima legge per il contrasto delle nutrie ma ormai serve un intervento quadro che comprenda tutti gli animali selvatici. - conclude il presidente di Coldiretti Padova -  Ormai servono azioni straordinarie. Per quanto riguarda il contenimento dei cinghiali abbiamo proposto individuare le aree a prevalente destinazione agricola in cui non è ammessa la presenza di ungulati e le aree a rilevante compresenza di agricoltura ed ambiente naturale in cui è tollerata una bassa densità di ungulati. Servono perciò piani di controllo ordinari e straordinari previsti anch’essi dai progetti di legge”. 

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