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"Non torno in Italia con la bimba, c'è il morbillo": la storia di un padovano a Lisbona

Fabio vive nella città portoghese con la famiglia. Ha rinunciato alle vacanze nel Bel Paese a causa dell'emergenza morbillo. Il padovano si è raccontato all'Ansa

L'emergenza morbillo in Italia e in particolare a Padova dove da gennaio sono stati registrati più di cento contagi,  spaventa Fabio, padovano, trasferitosi a Lisbona. Lì si è fatto una famiglia, ad aprile è diventato papà di Naima ma per il momento non intende rientrare nel Bel Paese a causa di questa patologia che è tornata in auge negli ultimi tempi.

RIENTRO IN ITALIA. La sua storia la racconta all'Ansa: "Quando è nata Naima abbiamo pensato che agosto fosse un buon momento per portarla in Italia, anche perché la mia famiglia si trasferisce in una casa che abbiamo vicino a Bolzano dove passiamo sempre il Ferragosto", spiega Fabio, nato nella città del Santo e trasferitosi a Lisbona, città dove si è laureato in Chimica e dove ora si occupa di traduzione di brevetti.

EMERGENZA MORBILLO. "Stavo per fare i biglietti quando ho letto su Facebook un post di Roberto Burioni che parlava del morbillo in Italia, e di come ci fossero stati più casi dall'inizio dell'anno rispetto a tutto il 2016. - spiega il neo papà - Da lì ho deciso di approfondire, finchè non ho trovato un video su Youtube che spiegava quali possono essere gli effetti della malattia sui bambini più piccoli di un anno e le possibili conseguenze a lungo termine. Quando l'ho visto sono rimasto pietrificato, ho pensato che non potevo rischiare anche perchè la provincia di Bolzano è una di quelle con le coperture più basse, addirittura al 60%, non potevamo certo pensare di tenerla tutto il tempo in casa".

"SAREMO STATI IN ANSIA". La decisione è stata condivisa anche dalla sua compagna Eurides, che fa il medico a Lisbona dopo essersi laureata a Padova. "Anche lei era d'accordo, saremmo stati in ansia tutto il tempo, anche perchè ovviamente tutti avrebbero voluto tenerla in braccio o coccolarla, e io ho letto che una persona infetta può contagiarne 18. Proprio in quei giorni c'è stato anche il caso di una adolescente morta proprio per morbillo qui a Lisbona, a quel punto la decisione è stata facile. I miei genitori erano un pò delusi, ma ovviamente hanno capito. La porteremo quando sarà vaccinata".

SITUAZIONE DIVERSA. In Portogallo, dove i vaccini obbligatori sono due, contro tetano e difterite, e il calendario vaccinale è quasi uguale a quello italiano, la situazione è molto diversa. Nel paese la malattia è stata dichiarata eradicata nel 2016, e il caso della ragazza morta lo scorso 19 aprile è stato causato da un piccolo cluster di 23 pazienti, uno dei quali è finito al pronto soccorso dell'ospedale dove la sedicenne, che non era stata vaccinata per una allergia, era in cura per un'altra patologia.

CERTIFICATO DI VACCINAZIONE. "Qui il morbillo ha il 98% di copertura, e non ho visto le polemiche che ci sono state in Italia - afferma Fabio -, ci sono alcuni gruppi contro i vaccini ma non sono visibili come da voi. Devo dire che fino a prima di questo episodio non avevo idea della situazione, mi sembrava quasi impossibile che qualcuno potesse dirsi contrario ai vaccini. Qui abbiamo appena iscritto al nido la piccola per mandarla il prossimo ottobre, quando entrerà in classe dovrà presentare il certificato di vaccinazione, anche se l'immunizzazione non è obbligatoria. Noi ovviamente glieli faremo tutti".

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