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La chiesa di Legnaro

La chiesa di Legnaro

Eredità per la Caritas scialacquata, indagato anche il fratello dell'ex parroco di Legnaro

Il caso del lascito milionario destinato ai bisognosi e affidato al sacerdote si arricchisce di ulteriori dettagli: in casa del parente, porcellane e argenteria del farmacista benefattore

La vicenda del parroco di Legnaro e dell'eredità del ricco farmacista - destinata ai bisognosi, ma in realtà sperperata, in parte, per gli sfizi del religioso - si colora di ulteriori dettagli, che, questa volta, vedono sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti il fratello del sacedote.

INDAGATO ANCHE IL FRATELLO DEL PRETE. Nell'abitazione del parente dell'ex parroco, ora indagato per furto, i carabinieri, come riportano i quotidiani locali, avrebbero rinvenuto, nascosti, 16 scatoloni contenenti argenteria e porcellane sottratte dalla casa del benefattore.

LA VICENDA. Il caso era venuto alla luce lo scorso dicembre. Erano stati i parrocchiani, insospettiti dal radicale mutamento dello stile di vita del sacerdote, a segnalare che qualcosa non tornava. Erano, quindi, scattati gli accertamenti nei confronti del religioso, cui avevano fatto seguito le dimissioni dall'incarico nella parrocchia di San Biagio di Legnaro. Il prelato si era anche rivolto ai propri fedeli, sostenendo di avere effettivamente prelevato del denaro "per necessità urgenti della parrocchia e, in parte ridotta, per ragioni personali" e specificando che la sua intenzione era quella di rifondere il denaro man mano. "Mi impegno a riparare agli errori che saranno accertati", aveva poi aggiunto. Acuni giorni fa, la confessione: dei 14 milioni di euro di cui era stato nominato amministratore, il sacerdote ne avrebbe sperperati circa 250mila tra cene e viaggi costosi, una moto, un'auto per un collega, un'operazione alla gamba per la madre, e mobili e lavori in canonica. Il reato contestato è di appropriazione indebita e il prelato non avrebbe negato di essersene macchiato.

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