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Cronaca Legnaro

Si dà alla bella vita con l'eredità per i poveri, il parroco confessa tutto

Davanti al pubblico ministero Sergio Dini, il sacerdote di Legnaro ha ammesso di avere prelevato 250mila euro dalla ricca somma di cui era stato nominato custode

Ha confessato di avere attinto all'eredità - di cui era stato nominato custode - lasciata dal ricco farmacista Franco Fochesini per i poveri. Il parroco di Legnaro, come riportano i quotidiani locali, avrebbe ammesso le proprie responsabilità davanti al pubblico ministero Sergio Dini, alla presenza del suo legale Geremia Ceretta.

IL PARROCO CONFESSA. 14 milioni di euro e un immobile, che, nelle intenzioni del defunto benefattore, sarebbe dovuto diventare la nuova sede della Caritas. Sono i beni di cui il sacerdote era stato nominato amministratore e di cui, secondo l'accusa, il religioso avrebbe approfittato per rifare il look della canonica e per togliersi alcuni sfizi. Il reato contestato è di appropriazione indebita e il prelato non avrebbe negato di essersene macchiato.

"HO SPESO 250MILA EURO". Cene e viaggi costosi e di lusso, 15mila euro per una moto Bmw, altri 14mila per una Renault Clio data in dono ad un collega cappellano, e, ancora, l'operazione alla gamba per la madre, mobili e altri lavori in canonica. In totale, l'ex parroco avrebbe confessato di avere sperperato circa 250mila euro dei 14 milioni della ricca eredità.

IL CASO. La vicenda era emersa lo scorso dicembre. Erano stati i parrocchiani, insospettiti dal radicale mutamento dello stile di vita del sacerdote, a segnalare che qualcosa non tornava. Erano, quindi, scattati gli accertamenti nei confronti del religioso, sui avevano fatto seguito le dimissioni dall'incarico nella parrocchia di San Biagio di Legnaro. Il prelato si era anche rivolto ai propri fedeli, sostenendo di avere effettivamente prelevato del denaro "per necessità urgenti della parrocchia e, in parte ridotta, per ragioni personali" e specificando che la sua intenzione era quella di rifondere il denaro man mano. "Mi impegno a riparare agli errori che saranno accertati", aveva poi aggiunto.

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