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Cessioni di droga a un chiosco di Gravina documentate dai carabinieri

Cessioni di droga a un chiosco di Gravina documentate dai carabinieri

Ergastolano gestiva dalla sua cella di Padova con i "pizzini" il traffico di droga a Catania

Tramite la sorella e un altro detenuto del Due Palazzi, faceva arrivare le direttive alla compagine catanese. Furti e rapine per finanziare l'acquisto di grosse partite di stupefacente

Cento militari del comando provinciale dei carabinieri di Catania, supportati dai reparti specializzati, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 soggetti indagati per i reati di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e per i reati di spaccio. L’attività di indagine, condotta dalla compagnia dei carabinieri di Gravina dal 2011 al 2013 e coordinata dalla procura della Repubblica di Catania, trae origine dalle intercettazioni di soggetti che facevano riferimento ad una florida attività di spaccio che aveva come snodo delle cessioni un chiosco a Gravina.

FURTI E RAPINE PER COMPRARE LA DROGA. Le operazioni effettuate mediante attività tecniche e dinamiche hanno permesso di definire la struttura, le posizioni di vertice e i ruoli dei membri nell’ambito di un gruppo malavitoso ben organizzato, ricostruirne le dinamiche e il sistema con cui il gruppo operava e gestiva la sua “piazza di spaccio”, permettendo di individuare e definire le modalità di cessione della sostanza stupefacente. Pianificavano furti e rapine finalizzati a finanziare l’acquisto di grosse partite di stupefacente, in parte già finanziate dai proventi dello spaccio al minuto.

RUOLO CHIAVE DI UN ERGASTOLANO A PADOVA. I promotori ed organizzatori del sodalizio criminale, per aumentare il raggio d’azione ed i profitti, avevano aperto un autonomo canale di approvvigionamento con l’Olanda, con il determinante contributo di un detenuto 57enne del carcere di Padova, M.P., condannato all’ergastolo, che tramite la sorella e un altro detenuto del Due Palazzi, con il quale comunicava tramite “pizzini”, faceva arrivare le direttive alla compagine catanese. L’esecuzione dell’ordinanza ha comportato un intervento massivo sull’area di Gravina di Catania e zone limitrofe, Comuni in cui la criminalità organizzata trae un cospicuo sostentamento economico dall’attività legata allo spaccio di stupefacenti.

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