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Esame sovraffollato a Medicina. Gli studenti protestano: «Inosservate norme anti assembramenti»

Lunedì 18 gennaio a medicina più di 100 studenti hanno sostenuto il proprio esame in presenza, in un'aula sotterranea, dopo aver vista negata la possibilità di sostenere l'esame in modalità telematica

Lunedì 18 gennaio a medicina più di 100 studenti hanno sostenuto il proprio esame in presenza, in un'aula sotterranea, dopo aver vista negata la possibilità di sostenere l'esame in modalità telematica. Diversi studenti hanno fatto notare la difficile situazione in totale inosservanza di quelli che sono le ordinanze anti assembramento.

Assembramento

«Siamo arrivati allo spettacolo indecoroso per cui è meglio fare un assembramento con più di 100 studenti in piena zona arancione che garantire la possibilità di fare l'esame a distanza - dichiara Pietro Notarnicola, coordinatore del sindacato studentesco UDU Padova - La sessione è appena cominciata, ma è già da prima di Natale che ci troviamo davanti a prese di posizione surreali. Siamo in una regione ad alto rischio di contagio, ma ci sono ancora docenti che, nonostante le difficoltà negli spostamenti per molti studenti, preferiscono mettere a rischio la salute di tutti non garantendo la possibilità di svolgere l'esame a distanza. Ancora più grave che il limite lo si tocchi proprio nella Scuola di Medicina».

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«In queste due settimane ogni giorno ci siamo trovati davanti studenti che - continua Virginia Libero, rappresentante UDU in Senato Accademico - a causa dell'emergenza vivono a centinaia di chilometri di distanza, pur essendo iscritti ad unipd, e che adesso per dare degli esami, magari evitando di finire fuori corso e pagare altre rate, devono necessariamente venire a Padova. Spostarsi in un Paese martoriato da contagi e decessi è rischioso, e non ci si rende conto che le condizioni economiche della popolazione studentesca sono compromesse. Se c'è stato un aumento di immatricolazioni è esclusivamente dovuto al fatto che la didattica è ancora online, purtroppo, e solo così molti si sono potuti permettere di continuare o iniziare l'università. Però per qualcuno bisogna evitare che gli studenti facciano l'esame online perché copiano. Ad un certo punto si tratta di mancanza di serietà, e basta. Molti docenti che tengono l'esame online richiedono motivazioni al limite della dimostrabilità per poterlo sostenere a distanza, e non si hanno sempre pezze giustificative per segnalare che si è in isolamento fiduciario o che dei propri congiunti hanno deficienze immunitarie e sono pertanto ad alto rischio. Oltre al fatto che pensiamo che non sempre sia legittimo richiedere e trattare questo tipo di dati personali. Ma su questo le linee guida dell'Ateneo affidano discrezionalità purtroppo. Dal canto nostro abbiamo segnalato questi rischi ormai da tempo». 

Soluzione

«La soluzione - conclude Notarnicola - è semplice: garantire, come previsto dalla legge, la possibilità dell'appello online a chiunque dichiari di averne necessità, e smettere di pensare che gli studenti siano pericolosi criminali che non aspettano altro che copiare ad un esame, anche  perché sono gli stessi studenti che pagano le stesse tasse, con diversi servizi, e non è giusto che, per giunta, non venga tutelato il loro diritto alla salute». 

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