Esami di notte, a rilento di giorno Telecamere di "Report" a Padova

La trasmissione di Milena Gabanelli è andata a curiosare nell'Azienda ospedaliera. Nel pomeriggio di un giorno feriale su 7 macchinari uno solo era in utilizzo, ma allora perchè fare le prestazioni di sera?

Ospedale di Padova

Per l'azienda ospedaliera di Padova la patata bollente è servita. A sollevare la spinosa questione la trasmissione "Report" di Rai3 condotta da Milena Gabanelli andata in onda lunedì sera che, dopo l'inizio della sperimentazione da 30 milioni di euro per l'estensione notturna (dalle 20 alle 24) dell'orario in cui i pazienti possono effettuare esami come tac, mammografie, ecografie ed ecocardiogrammi, nel pomeriggio di un giorno feriale è andata a curiosare cosa succede all'ospedale di giorno, quando le prestazioni dovrebbero essere erogate a pieno regime, visto che l'obiettivo dichiarato della sperimentazione serale è smaltire le liste d'attesa. E qui viene il punto, perché le telecamere nascoste dei reporter hanno mostrato una realtà ben diversa: quel giorno a Radiologia su due risonanze magnetiche e due tac solo una di queste ultime sarebbe stata in funzione, tutte le altre spente. Non è andata meglio in Pediatria, tac ferma. Stessa solfa in Ortopedia: tac non funzionante e risonanza spenta.

QUALCOSA NON TORNA.  La cronista di Report tirando le somme ha calcolato che l'ospedale di Padova, con la strumentazione pienamente funzionante a regime, potrebbe effettuare 371 esami per altrettante persone in lista d'attesa. Invece dall'inchiesta emergono alcuni macchinari fermi e molti "buchi" nel programma degli appuntamenti diurni per i pazienti. Ma se di giorno si lavora a rilento, perché fare le visite la sera? L'ipotesi è che alla base ci sarebbe una carenza di personale, con medici e infermieri dirottati appunto nelle fasce notturne e nei festivi. Qualcosa che non torna c'è, soprattutto se si considera che i dottori, per questi extra, vengono pagati 100 euro lordi all'ora.

ZAIA: "SCOVERÒ I FURBI". L'inchiesta ha smosso le acque in Regione con il governatore Zaia che ha dichiarato di essere grato alla Gabanelli per il servizio e di voler utilizzare il materiale dell'inchiesta per fare luce sulla questione e punire eventuali furbi all'interno di una macchina organizzativa che nel complesso sta funzionando bene.

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