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Il brillamento dell'ordigno bellico a Colombare (Photo credits ©Comune di Carmignano di Brenta)

Il brillamento dell'ordigno bellico a Colombare (Photo credits ©Comune di Carmignano di Brenta)

Bomba Day a Carmignano: l'esplosione dell'ordigno bellico lungo la Postumia

Un alto cumulo di materiale ha protetto il brillamento della pesante bomba aerea inglese risalente alla seconda guerra mondiale sotto gli occhi di tantissimi curiosi

É andato tutto secondo i piani: l'ordigno bellico inesploso e rimasto interrato per settant'anni in un campo di Carmignano è stato fatto brillare in totale sicurezza. 

Il giorno dell'operazione

Il complesso piano di evacuazione e deviazione del traffico è stato eseguito senza problemi e l'esplosione controllata da parte del Secondo reggimento genio guastatori di Trento è stata ripresa dalle telecamere e osservata con curiosità a distanza di sicurezza. Domenica alle 8 a Colombare c'erano il sindaco Alessandro Bolis, il prefetto Renato Franceschelli, la protezione civile, le forze dell'ordine e tutti gli enti che hanno collaborato per il successo della delicata operazione.

Il video pubblicato sulla pagina Facebook del comune di Carmignano di Brenta a 30 metri dall'area dell'esplosione

Il ritrovamento

L'operazione Carmenta era in programma da mesi, da quando lo scorso aprile un agricoltore arando un campo in località Colombare aveva urtato un oggetto metallico e pesante. Quando ha capito di essere sopra una bomba, ha allertato carabinieri e artificieri. Un ordigno Mk 1-8 inglese risalente alla seconda guerra mondiale, lungo più di un metro, che per decenni è rimasto sotto poche spanne di terra lungo la trafficatissima strada Postumia e vicino alla linea ferroviaria.

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Lo scoppio

È rimasto interrato più di 5 mesi, per organizzare le operazioni di brillamento e l'evacuazione dei residenti nel “giorno X”, fissato per il 14 ottobre. Un centinaio di famiglie sono state evacuate per precauzione dalle loro abitazioni di Carmignano, Grantorto e San Pietro in Gu. Il Comando forze operative Nord, in collaborazione con la prefettura e l'esercito, ha organizzato lo scoppio controllato. A mettere in atto le operazioni, gli uomini della brigata Julia. Attorno alla bomba, che non si poteva trasportare altrove, è stato costruito un imponente cumulo di materiale che ha trattenuto i frammenti dell'ordigno, formando uno strato protettivo.

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