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Campo nomadi di via Bassette

Campo nomadi di via Bassette

L'Espresso fotografa la città nel suo reportage "Salvate Padova"

Dal campo nomadi di via Bassette, alla droga e alla violenza in zona stazione, agli extracomunitari. Il numero in edicola il 6 febbraio fa una panoramica delle criticità della città del Santo. Bitonci: "Tutto cambiato"

"Le guerre tra poveri. Le gang di ogni colore. La tolleranza zero. I senza casa. E gli studenti che non vengono più. L'ex città gioiello vive il suo momento più difficile". Il numero de L'Espresso in edicola venerdì 6 febbraio esce con un reportage, "Salvate Padova", dedicato alla città del Santo, a cura di Roberto Di Caro. Una panoramica sui suoi aspetti più complessi e critici, dal campo nomadi di via Bassette, agli episodi di droga e violenza in zona stazione, al problema degli extracomunitari.

REPORTAGE "VECCHIO". "Quella raccontata dal settimanale l'Espresso, con un reportage realizzato fra il 10 e il 12 dicembre scorso, quindi due mesi fa - dichiara il sindaco di Padova Massimo Bitonci - è la città di Padova così come è stata restituita ai suoi abitanti, dopo 10 anni di politiche buoniste, di permissivismo, di accoglienza a tutti i costi".

NOMADI, STAZIONE E FORO BOARIO. "La coppia Zanonato-Rossi - continua il primo cittadino - ha tollerato i campi nomadi, come quello di via Bassette. Noi abbiamo notificato ordini di abbattimento delle costruzioni abusive". Per quanto riguarda la stazione, "noi abbiamo corretto", ha tenuto a precisare Bitonci. Il sindaco parla anche dell'ex Foro Boario di corso Australia: "L'abbiamo sgomberato, dando il via ai lavori per la sua riqualificazione e la realizzazione, in quella struttura, del comando di polizia locale e della sede della protezione civile".

IMMIGRAZIONE. Il primo cittadino di Padova recupera anche sul problema, sempre rilevato da L'Espresso, dell'immigrazione: "Grazie al fondo per il rimpatrio degli stranieri comunitari, abbiamo rimpatriato alcuni immigrati, comprese le due sorelle fotografate dall'inviato, giunti qui con la speranza di trovare un lavoro onesto, ma che, data la situazione di evidente crisi, sarebbero inevitabilmente diventati manovalanza criminale".

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