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Predatore seriale di disabili, padovano "senza pietà" in manette per estorsione

R.C., 56 anni, è stato arrestato dalla Mobile per estorsione ai danni di un disabile dell'hinterland. L'uomo era stato denunciato anche per altri episodi simili

Campava estrocendo denaro ai più deboli, dei disabili psichici che individuava accuratamente prima di entrare in azione, senza pietà.

PREDATORE SERIALE DI DISABILI. Grazie alla coraggiosa denuncia di una delle vittime, un 55enne dell'hinterland di Vicenza, è finito in manette R.C., 60 anni, originario di Napoli, ufficialmente residente a Padova ma rintracciabile nelle sale giochi di mezzo Veneto: è in una di queste che è stato raggiunto dalla squadra Mobile per essere arrestato con l'accusa di estorsione. Nel corso delle indagini, è emerso che sull'uomo pendeva una denuncia per circonvezione di incapace: il bottino, nel 2015, fu di 100mila euro. 

LA VITTIMA. Il predatore era entrato in azione nel febbraio scorso, fingendo di incrociare casualmente la vittima, che lavora in Comune, e si era spacciato per un vecchio amico del padre, regalandogli degli orologi. Carpita la fiducia del disabile, è iniziato l'inferno. R.C. dapprima di è fatto dare 500 euro per pagare dei debiti di gioco, poi le richieste sono andate via via salendo, fino a 4.500 euro, fatti ritirare in banca cn la scusa del dentista, per aggirare le perplessità del bancario. 

IL RICATTO. Inutili i tentativi del pover'uomo di sottrarsi alle richieste: l'arrestato lo ricattava, dicendo che lo avrebbe svergognato pubblicamente, raccontando tutto alla famiglia prima ed ai giornali poi. la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'ennesima estorsione, avvenuta lo scorso febbraio in una sala giochi della città. L'uomo ha preteso una ricarica da 900 euro e poi se ne è fatti cosegnare 850 in contanti dal cassiere. Il tutto sotto le videocamere di sorveglianza, le cui riprese sono state fornite non appena la polizia le ha richieste. 

INDAGINI ULTERIORI IN CORSO. Dopo una notte insonne, il vicentino ha finalmente deciso di confidarsi con la madre e, con lei e il resto della famiglia, si è recato in questura per sporgere denuncia. Il tempo di verificare la veridicità della drammatica testimonanza e, mercoledì, il 55enne è finito in manette. Si ritiene che l'uomo abbia agito in modo simile in diverse città del Veneto e le indagini proseguono.

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