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Esu, Ferrarese sul caso del libro revisionista: "Ospitiamo un evento culturale, non facciamo politica"

Il dirigente sottolinea: “Non conosciamo queste persone, a noi hanno solo chiesto uno spazio e ci sembra una buona opportunità da offrire ai ragazzi sul tema del ricordo”

Non si placa la polemica sulla presentazione di un libro che dovrebbe ricostruire la vicenda di Norma Cossetto, una delle due donne rinvenute nelle foibe.  L’incontro dovrebbe tenersi nell’aula magna della Ederle. L’Università si chiama fuori, precisando che avrebbe sia negato la sala che la presenza del pro rettore, come richiesto dagli organizzatori. Università che ricorda essere medaglia d’oro alla Resistenza. “Noi con l’Esu non c’entriamo, è una iniziativa che non condividiamo e non supportiamo”, fanno sapere dal Bo.

L'esu

Il dirigente Esu, Stefano Ferrarese, contattato direttamente,  insiste su alcuni concetti per lui inequivocabili: la libertà di espressione e il fatto che lui non è un politico ma un dirigente: “Non conosciamo queste persone, a noi hanno solo chiesto uno spazio. Ci sembra una buona opportunità da offrire ai ragazzi, sul tema della memoria e del ricordo”. Facciamo notare che la tesi riportata nel libro, dove sarebbe ricostruita la vicenda di Norma Cossetto, cozza con quella dei libri di storia, dei ricercatori, degli accademici. “Noi ospitiamo un evento culturale, se fosse un incontro con finalità politiche non lo avremmo autorizzato”, insiste il dott. Ferrarese. “La nostra è una valutazione culturale, non politica”, conclude.

Il tam tam

Intanto come era prevedibile, tam tam tra le reti di studenti antifascisti, collettivi e realtà come “Non una di meno” che si dicono fermamente contrari all’evento e determinati a far si che non avvenga.

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