Etra e il futuro della plastica non da imballaggio, progetti in corso e risultati

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

800mila tonnellate di materiali in plastica dura finiscono ogni anno in Italia in discarica: non esiste la possibilità di riutilizzarli e quindi non sono state pensate raccolte ad hoc. E così bacinelle, giocattoli per i bimbi, arredi da giardino e moltissimi oggetti di uso quotidiano contribuiscono ad aumentare la quantità di rifiuto non riciclabile.

IL PROGETTO EUROPEO. Che questi materiali possano invece essere riutilizzati, con processi ambientalmente ed economicamente sostenibili lo ha dimostrato il programma europeo RePlaCe BELT, un progetto pilota che si propone proprio di individuare i possibili percorsi di riutilizzo e valorizzazione della plastica urbana o assimilata. Al programma hanno aderito in Italia tre aziende specializzate nella lavorazione delle materie plastiche ed Etra, azienda multi utility gestore della raccolta di rifiuti.

IL CONTRIBUTO DEI CITTADINI. "Abbiamo avviato iniziative specifiche di raccolta di questi materiali – commenta il presidente di Etra Andrea Levorato – coinvolgendo tredici Comuni, per oltre 130mila abitanti. Gli utenti, in occasione della consegna dei nuovi contenitori per la raccolta differenziata, erano stati invitati a portare gli oggetti di plastica rigida rotti o inutilizzati, per contribuire al loro recupero. Più di 2.700 persone hanno conferito quasi 500 metri cubi di plastica dura, circa 18 tonnellate. Quindi, insieme agli altri partner, con il materiale plastico raccolto è stato realizzato un nastro trasportatore e alcune componenti strutturali, che solitamente vengono realizzati in alluminio e materiali plastici vergini".

IL NASTRO TRASPORTATORE. Il manufatto, testato nel nell'impianto di Camposampiero, è risultato idoneo all’utilizzo in ogni settore, dall'industria tecnica a quella alimentare, grazie alle diverse possibili capacità di carico e alla sua efficienza alle sollecitazioni statiche e dinamiche. È la prova concreta che è possibile avviare una filiera di ricupero e di riutilizzo sostenibile della plastica dura. Un tema di particolare rilievo nello scenario dove l'economia circolare rappresenta il contesto di riferimento".

L'INDAGINE. Nell’ambito del progetto Etra ha realizzato uno studio del possibile flusso e degli scenari di raccolta e riciclaggio a livello nazionale. Nel corso dello studio è emerso che nel territorio servito da Etra vengono prodotti oltre 13 chilogrammi per abitante/anno di plastica non da imballaggio, poco più di 400 chilogrammi per abitante/anno. Si tratta di circa il 3,3% del totale dei rifiuti prodotti, una quantità non trascurabile, che proiettata a livello nazionale corrisponde a circa 800mila ton/anno di materiali che non trovano una via di riutilizzo.

L'INCONTRO. "Se i risultati del progetto RePlaCe BELT potranno essere estesi alla produzione di altri manufatti in plastica rigida riciclata – spiega Levorato – sarà possibile un forte aumento dell'uso di questo materiale come materia prima secondaria, a vantaggio dell’ambiente". I risultati del progetto sono stati illustrati nel corso della conferenza “Un possibile futuro per la plastica non da imballaggio” che si è svolta il 29 giugno nella sede Etra di Rubano. Erano presenti i tecnici dei soggetti partner del progetto, oltre a Alberto Ceron dell’Osservatorio Regionale Rifiuti ARPA Veneto, Maurizio Barbati Direttore Generale di ESA-Com spa e Maria Cristina Poggesi dell’Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo (IPPR), che hanno presentato lo studio Nazionale: “Il riciclo della materie plastiche: fotografia del settore e potenzialità di sviluppo”, realizzato proprio da IPPR.

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