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Auto di lusso dall'estero con il 30% di sconto? Facile: evadendo le tasse

La frode è stata scoperta dalla Finanza di Padova. Coinvolte 5 concessionarie con sede in città. 3 le persone arrestate, tutti vicentini, e 43 i denunciati. 315 le compravendite Italia-Germania finite le mirino, per 12 milioni di tasse evase

Compravendite internazionali di auto di lusso personalizzate (Bmw, Porsche, Audi e altre marche estere) con sconti fino al 30% rispetto ai prezzi di mercato sfruttando come vantaggio l'evasione totale dell'Iva e di altre imposte sui mezzi venduti.

EVASIONE MILIONARIA. Il fruttuoso quanto illecito business è stato scoperto dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Padova che, a seguito di un certosino lavoro di riscontro sulle immatricolazioni di auto di grossa cilindrata, è riuscito a ricostruire un'articolata frode "carosello": un sistema di 20 società italiane e 5 concessionarie con sede nella città euganea nelle quali venivano rivendute le auto. Una truffa nei confronti dello Stato data l'evasione degli adempimenti fiscali e soprattutto una concorrenza sleale nei confronti di concessionari onesti che, pagando le tasse, non potevano permettersi prezzi così bassi. I casi di compravendite sospette - con l'interposizione di società finte e broker in Italia e Germania - accertati dalle Fiamme gialle per il momento sono 315, per un'evasione, nel giro di poco più di 2 anni, di oltre 12 milioni di euro di Iva ed altre tasse.
 
3 ARRESTI. Ieri i berretti verdi hanno proceduto all'arresto di 3 imprenditori vicentini che avevano stabilito il loro quartier generale a Padova, titolari delle 5 sedi concessionarie: due fratelli di Noventa Vicentina, Claudio V., 44 anni e Manuele V., 37 anni. Residente a Noventa Vicentina anche Denis T., 37enne. Tutti e tre sono indiziati, assieme a 43 persone, denunciate nell'ambito della stessa operazione, di frode fiscale e truffa ai danni dello Stato. I finanzieri agli ordini del colonnello Ivano Maccani hanno provveduto anche al sequestro di 52 conti correnti e di alcune proprietà immobiliari: 61 tra appartamenti e terreni, più una concessionaria, per un controvalore totale di oltre 10 milioni di euro. Il sostituto procuratore Paolo Luca che ha chiesto ed ottenuto l'arresto dei tre imprenditori procederà nei prossimi giorni ad interrogarli per definire nei dettagli ruoli e responsabilità di ciascuno nell'associazione a delinquere.
 
IL MECCANISMO FRAUDOLENTO: ECCO COME FUNZIONAVA. I clienti italiani sceglievano i modelli delle auto su siti internet specializzati, personalizzandoli in base al colore, al tipo di interni, agli accessori desiderati. Successivamente si recavano dai capi dell’organizzazione che proponevano un prezzo finale particolarmente allettante, tanto da indurre alcuni acquirenti ad avere qualche timore nell’esporsi in prima persona. Gli arrestati, però, avevano pensato perfino a questo anche perché i potenziali clienti, pur di ottenere l’oggetto del loro desiderio, erano comunque disposti a non farsi troppi scrupoli. Pertanto hanno inventato l’escamotage di far formalmente acquistare l’auto ad una fittizia società di leasing, in modo da scaricare su di essa la responsabilità dell’omesso versamento dell'Iva. Inoltre, i membri dell’organizzazione dichiaravano un valore dell’autovettura di gran lunga inferiore a quello di mercato, versando così’ un’imposta irrisoria rispetto a quella effettivamente dovuta. Ad esempio, per una Porsche Panamera del valore di 90mila euro, gli interessati hanno dichiarato un prezzo di acquisto di 10mila e quindi hanno versato Iva per appena 2mila euro a fronte dei 18mila dovuti.
 
ROGATORIE INTERNAZIONALI. L'indagine ha anche permesso di individuare una società lussemburghese riconducibile ai 3 imprenditori, tramite la quale facevano rientrare in Italia i proventi dell'attività criminosa sotto forma di finanziamenti ad altre società del gruppo, da utilizzare poi per successive operazioni immobiliari. Per tale motivo, il filone internazionale dell’indagine prosegue con la richiesta alla Procura della Repubblica di Padova di rogatorie internazionali nei confronti di società con sede in Austria, Germania e Lussemburgo.
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