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Il carcere Due Palazzi di Padova

Il carcere Due Palazzi di Padova

Omicida evaso da Padova viene scovato dalla polizia in Salento

Serghei V., 29enne moldavo, ottenuto un permesso premio non era più rientrato al Due Palazzi dove era recluso per omicidio e rapina aggravata. E' stato nuovamente arrestato dopo una spericolata fuga nelle campagne del Leccese

Era riuscito ad allontanarsi dal carcere Due Palazzi di Padova il 18 gennaio scorso, grazie ad un permesso premio, rilasciato dal giudice di sorveglianza, (sebbene il pubblico ministero Roberto D’Angelo avesse espresso più di una titubanza sulla concessione di quel permesso) perché potesse proseguire i suoi studi scolastici. Ma, da quel giorno, non era più rientrato.

A GENNAIO: L'EVASIONE

CONDANNATO PER OMICIDIO. L'evaso è stato individuato e nuovamente arrestato la scorsa notte dopo una spericolata fuga nelle campagne del Salento, dove si era rifugiato. Il ricercato è noto per l'efferatezza dei suoi gesti, tanto che dal 1998, anno in cui raggiunse l’Italia, era stato ribattezzato “Barabba” per la sua condotta tutt’altro che umana. Serghei V. il suo nome. 29enne moldavo, era recluso dal 2005 nell'istituo penitenziario euganeo dove sarebbe rimasto fino al 2020, per scontare una pena per i reati di rapina aggravata e omicidio. Il 9 marzo del 2004, infatti, il 29enne si armò di spranga ed ascia, colpendo un ragazzo di 29 anni, di nazionalità romena, Claudiu Puiu Bochanu.

LA CATTURA. È stato rintracciato nelle campagne di Frigole, la marina leccese, dagli agenti della squadra mobile di Brindisi, supportati dai colleghi del capoluogo salentino. Il blitz è scattato dopo giorni di monitoraggio, con cui era stato individuato il rifugio – collocato tra un deposito di auto, terreni e abitazioni di Frigole – “mimetizzato” tra muri di recinzione alti oltre due metri. La zona è stata completamente circondata dagli agenti, entrati in azione trovandosi di fronte ad uomo ancora più agguerrito del previsto. Alla vista degli inquirenti, infatti, non solo si è dato ad una spericolata fuga sui tetti degli stabili, ma ha puntato loro una pistola “Tokarev”, carica, pronta per essere utilizzata. Neutralizzato prima che potesse essere troppo tardi, il ricercato è stato portato negli uffici della questura di Brindisi, dove gli sono stati contestati anche i reati di detenzione di arma clandestina ed evasione.

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