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L'amministratore delegato Daniele Villa espone la sua versione dei fatti

L'amministratore delegato Daniele Villa espone la sua versione dei fatti

PadovaFiere e scippo di Expobici L'ad: "Fu un piano premeditato"

I sequestri nei confronti dell'ex amministratore delegato e di due ex dipendenti per furto di dati aziendali e violazione del segreto industriale confermerebbero l'intenzione di creare una manifestazione concorrente

Un "piano premeditato" ai danni di PadovaFiere e di ExpoBici dietro il salone delle bici veronese. A parlare è l'amministratore delegato di PadovaFiere, Daniele Villa: "Il quadro che comincia ad emergere dalle prime verifiche della polizia postale, a seguito dei sequestri scattati nei confronti dell’ex amministratore delegato e di due ex dipendenti per furto di dati aziendali e violazione del segreto industriale, è davvero inquietante - commenta - e non può essere taciuto".

L'INCHIESTA SUL "RATTO" DI EXPOBICI. A seguito delle dimissioni irrevocabili presentate in simultanea da tre ex dipendenti lo scorso 29 ottobre, PadovaFiere aveva avviato un’indagine interna, da cui erano emersi elementi oggetto di una denuncia presentata in procura dal presidente di PadovaFiere, Ferruccio Macola. Il pubblico ministero aveva aperto un’inchiesta, da cui sono scattate le indagini che hanno portato, a fine gennaio, alle perquisizioni e al sequestro di materiali informatici nell’abitazione e negli uffici di VeronaFiere e delle persone indagate.

PIANO ARCHITETTATO PRIMA DEL LICENZIAMENTO. "Gli scambi di e-mail contenuti nel fascicolo, e consegnati al nostro legale su un dvd che contiene la copia di tutta la corrispondenza telematica privata dell’ex ad - dichiara Villa - confermano che avesse architettato il lancio di una manifestazione concorrente a Verona a partire già da maggio 2014, quando era vincolato a tutti gli effetti come amministratore delegato di Padovafiere. Già in quel periodo - continua - e quindi ben cinque mesi prima del licenziamento per motivi disciplinari, l’amministratore delegato ha operato nell’ombra in stretto contatto con alcune figure dirigenziali di VeronaFiere".

"CON LO ZAMPINO DI VERONAFIERE". "Un intento che emerge in modo chiaro anche dagli scambi di mail fra il direttore commerciale di VeronaFiere e l'ex ad - prosegue - in cui il primo parla senza mezzi termini di spostamento del prodotto fieristico su Verona consigliando al secondo di mantenere un profilo basso e di restare sottotraccia per il momento. Scambi a cui sono seguiti incontri diretti. Lo stesso ex amministratore delegato di PadovaFiere poi – come si evince dalla corrispondenza - avrebbe pianificato le azioni che hanno portato alla rescissione del suo contratto per motivi disciplinari proprio con l’intento deliberato di farsi licenziare".

GLI INDAGATI PASSATI A VERONAFIERE. Il lancio di una manifestazione concorrente, secondo Villa, risulterebbe essere l’esito di un piano concepito già mesi prima e che avrebbe visto la condivisione d’intenti di VeronaFiere, ora impegnata nell’organizzazione della kermesse con lo staff dell'ex ad di PadovaFiere, in cui figurano le tre ex dipendenti dell'ente fieristico padovano che hanno dato le dimissioni lo scorso 29 ottobre, due delle quali ora iscritte con l’ex ad nel registro degli indagati per furto di dati aziendali e violazione di segreti industriali.

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