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Alcune delle opere contraffatte sequestrate

Alcune delle opere contraffatte sequestrate

Falsi quadri d'autore da fantomatica collezione “Dondi dell'Orologio”

Tra le persone arrestate dalla Finanza di Venezia per la commercializzare di opere contraffatte anche Andrea G., 51 anni, residente ad Abano Terme, sedicente erede della collezione della nota famiglia del Cinquecento padovana

Sono 180 le “croste” che, a seguito di perquisizioni della Guardia di Finanza veneziana, sono state sequestrate in quanto vendute per un giro d'affari di 2 milioni di euro come opere di grandi maestri del '900, tra cui Baldessari, Balla, Modigliani, Depero e Gino Rossi. La maggior parte ricondotte ad una fantomatica collezione “Dondi dell'Orologio”, nota famiglia del Cinquecento padovana, della quale Andrea G., 51 anni, residente ad Abano Terme, ma domiciliato a Latisana (Udine), si sarebbe fatto passare come erede. Secondo la storia, architettata ad arte, l'ultimo signore della casata, un certo Carcarlo Emanuele, aveva lasciato le opere al suo servitore. E qui entra in gioco il 51enne, che faceva la parte dell'erede del "beneficiato", finito in possesso di tutto.

LA CONTRAFFAZIONE. La commercializzare dei quadri contraffatti avveniva sia tramite canali ufficiali, gallerie e case d'asta, che sul mercato clandestino ed erano stati piazzati ad appassionati di Verona, Trento, Rovereto (da dove un anno fa è cominciata l'indagine della magistratura a seguito della denuncia di un acquirente insospettito), Treviso, Marcon, Venezia e Udine. Tutti convinti di avere in casa opere di grande pregio. Grazie anche alla collaborazione di archivi e fondazioni che tutelano gli artisti, i finanzieri hanno analizzato la documentazione storica a corredo delle opere, che aveva permesso di ottenere la certificazione di autenticità, risultata falsa. In un agriturismo di Mogliano, residenza del 63enne Alberto F., considerato dall'accusa la "mente" dell'organizzazione, sono state trovate opere d'arte in fase di rifinitura, colori, pennelli, carte e documenti storici, cataloghi di vari artisti e una vecchia macchina da scrivere con cui avrebbe preparato la documentazione che attestava la provenienza, assieme ad altro materiale usato per la falsificazione.


3 ARRESTI E 3 DENUNCE. Oltre che nei confronti del padovano, le Fiamme Gialle hanno dunque eseguito provvedimenti restrittivi emessi dal gip di Rovereto Monica Izzo su richiesta del pm Fabrizio De Angelis nei confronti del 63enne Alberto F. e del braccio destro 33enne Massimiliano G., questi ultimi già arrestati nei giorni scorsi dalla Finanza nell'ambito di un'indagine sull'estorsione patita da un antiquario mestrino al quale avrebbero sottratto circa 80 mila euro. Oltre ai tre sono stati denunciati due veronesi, A.G., 67, e I.S., 56, e un trentino, L.C., 73.

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